Giovedì 15 gennaio se ne parla al Museo di storia naturale del Mediterraneo con Barbara Bottacchiari a cura del Gruppo Archeologico Paleontologico Livornese

L’attività estrattiva nel territorio livornese ha origini molto antiche con la realizzazione di cave e miniere allo scopo di ricavarne i minerali più diversi (talco, steatite, magnesite, ferro, rame, calcite, etc.) da utilizzare nell’industria oppure nell’edilizia: realtà estrattive abbandonate da tempo, ma che che possono costituire motivo d’interesse dal punto di vista storico e archeologico.
Fra le più rappresentative si ricorda la miniera Tobler di cui si parlerà giovedì 15 gennaio (ore 17) al Museo di storia naturale del Mediterraneo (via Roma, 234) con l’intervento di Barbara Bottacchiari.
La conferenza odierna, che rientra fra le attività divulgative del Gruppo Archeologico-Paleontologico Livornese, sarà centrata sulle esplorazione speleologica della miniera, attualmente non più liberamente accessibile, compiuta da Bottacchiari fra il 2010 e il 2013.
Situata nei pressi di Quercianella si tratta di un’antica miniera di rame che forse riprendendo scavi di molti secoli addietro venne riattivata nell’800 dalla ditta Tobler, quindi nuovamente abbandonata e ripresa ai primi del ‘900 dal cav. Rosolino Orlando che creò nuove gallerie.
L’estrazione è stata poi abbandonata definitivamente negli anni ’30-’40 del Novecento.
La miniera prende il nome dai Tobler, una famiglia di origine svizzera presente a Livorno dalla metà del ‘700 con interessi economici diversificati (agricoli, commerciali, immobiliari, finanziari, etc.) nel territorio circostante. I Tobler erano legati alla Congregazione Olandese-alemanna e alcuni componenti della famiglia riposano nel Cimitero ottocentesco di via Mastacchi.
Info: ingresso libero; tel. 0586-266711.

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