Insegnanti, studenti e lavoratori per l’inizio di una Coscienza Civile di Pace

Questo che segue è un comunicato redatto dall’insegnante Maria Luisa Gares. In realtà questo nome fa parte di un corollario di nominativi che, negli ultimi giorni, si sta costituendo come Rete trasversale di docenti lavoratori e lavoratrici delle scuole di Livorno e provincia, di ogni ordine e grado. Un accorato appello all’umanità di tutti gli individui che, al di là del settore lavorativo di appartenenza, sentono oggi più che mai propria la causa della Palestina. Una Palestina ora bruciante sotto il fuoco di chi non ha un’anima. La scuola, come costruttrice del futuro tessuto civile, non poteva esimersi dal manifestare contro quello che tutti noi credevamo non potesse mai più esserci: un genocidio. Per questo la categoria dei docenti e tutta la componente scolastica, si è costituita come Rete, per prendere pubblica posizione accanto ai portuali e insieme a tutta la cittadinanza. Molti di loro sono testimoni di come, dopo decenni di insegnamento, mai si sia vista una risposta così forte. Non pochi si sono coordinati in azioni concrete partendo dallo sciopero dell’USB (Unione Sindacale di Base) coi portuali livornesi, presidiando ad oltranza contro il riarmo, lo scempio umano a Gaza e in difesa della Sumud Flotilla. Una prima vittoria è arrivata: l’attracco di una presunta nave al Porto di Livorno, contenente alcuni armamenti e caterpillar utilizzabili per logistiche militari, è stato ostacolato. Dedicato alle anime che hanno lasciato troppo presto questa Terra, rei solo di abitare uno spazio di interesse per altre potenze inumane, omicide, vuote. (Paolo Cavaleri).
Noi lavoratrici e lavoratori della scuola di ogni ordine e grado di Livorno e provincia, costituiti nella “Rete docenti, lavoratrici e lavoratori della scuola uniti per Gaza” (Rete Scuola per Gaza), richiamandoci alla “Convenzione ONU per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio”, condanniamo il genocidio in atto da parte del governo di Israele nei confronti della popolazione palestinese, il blocco degli aiuti umanitari, l’uccisione sistematica di medici, operatori sanitari e umanitari, giornalisti e le minacce rivolte alla missione umanitaria Global Sumud Flotilla.
Chiediamo al governo italiano di attuare interventi concreti per reprimere gli orribili crimini in corso e, a tal fine, di esprimere ferma condanna del genocidio del popolo palestinese, sospendendo qualsiasi rapporto di collaborazione economica, politica e militare con Israele.

In quanto docenti, lavoratrici e lavoratori della scuola condanniamo in particolare lo scolasticidio nella striscia di Gaza, che, finalizzato alla cancellazione di un popolo e della sua cultura, rappresenta di per sé una gravissima violazione del fondamentale diritto umano all’istruzione. Riteniamo necessario prendere pubblica posizione al fine di rafforzare l’impegno nella formazione delle nostre studentesse e dei nostri studenti ai valori della cultura del libero pensiero e della cittadinanza attiva, consapevoli che la democrazia non è mai da considerarsi una conquista definitiva.
Continueremo a promuovere iniziative di solidarietà e di pressione politica per rompere il silenzio e contrastare l’indifferenza. Scenderemo nelle piazze, presidieremo i porti e occuperemo ogni spazio pubblico necessario affinché i nostri corpi diventino lo strumento per trasformare il dolore in forza collettiva.
Facciamo appello alla comunità scolastica tutta a mobilitarsi a fianco del popolo palestinese e della sua resistenza, contro il riarmo e l’economia di guerra.

Lunedì 22 settembre abbiamo aderito allo sciopero generale lanciato dai lavoratori portuali di Genova e promosso da diverse sigle sindacali. Insieme al GAP – Gruppo Autonomo Portuali -, a Livorno per la Palestina e alle altre associazioni impegnate sul territorio, abbiamo presidiato dalle 6 di mattina il molo Italia del Varco Valessini. Alle ore 8.30 si sono uniti anche i cortei studenteschi e gli altri docenti, lavoratrici e lavoratori in sciopero. Nella stessa giornata è stato proclamato il presidio permanente. Continueremo a presidiare uniti – contro il riarmo, in difesa della Sumud Flotilla e per una Palestina libera.
Gaza brucia e con Gaza le nostre coscienze.
Agiamo ora e blocchiamo tutto per fermare il genocidio.

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