L’uomo, già sottoposto a divieto di avvicinamento all’ex compagna, è stato bloccato dai Carabinieri dopo il segnale del braccialetto elettronico e ristretto ai domiciliari

Nell’ambito dei servizi tesi al controllo del territorio a tutela dell’ordine e sicurezza pubblica, in ottica prevenzione dei reati e tutela della sicurezza delle “fasce vulnerabili” della popolazione su tutto il territorio della provincia, disposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Livorno in linea con le direttive strategiche condivise in sede di Comitato Provinciale presso la Prefettura di Livorno, i Carabinieri della Compagnia di Livorno sono impegnati nottetempo con numerosi servizi esterni. In tale ambito di intervento, i Carabinieri della Stazione di Collesalvetti, nel corso della notte, sono intervenuti per un caso di segnalazione di un sospetto movimento riconducibile ad un indagato sottoposto agli obblighi con braccialetto elettronico.
La pattuglia della Stazione impegna nell’attività di polizia giudiziaria ha tratto in arresto in flagranza di reato un uomo sulla cinquantina originario dell’est Europa residente in zona per violazione del provvedimento di divieto di avvicinamento alla persona offesa e dell’allontanamento dalla casa familiare.
L’uomo, sottoposto alla citata misura cautelare in ragione di presunte condotte persecutorie ai danni dell’ex compagna, non avrebbe rispettato la prescrizione imposta dall’AG di Livorno.
L’operazione è stata eseguita anche grazie all’allarme del dispositivo di controllo elettronico di cui l’uomo era dotato (cd. braccialetto elettronico) che è scattato presso la Centrale Operativa dei Carabinieri. I Carabinieri di Collesalvetti che già si trovavano sul territorio hanno rapidamente raggiunto l’indagato ed accertato la violazione. Ci sono stati istanti di concitazione dettati da un tentativo di fuga inscenato dall’uomo che è stato bloccato ed arrestato in flagranza di reato per la violazione della misura in atto. Terminate le formalità previste, di intesa con la Autorità Giudiziaria competente, è poi stato ristretto al regime degli arresti domiciliari presso il suo domicilio a disposizione dell’Autorità Giudiziaria titolare.
Nel rispetto dei diritti delle persone indagate, sono da ritenersi presunte innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento – indagini preliminari – sino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.
FONTE: COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI LIVORNO

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