Sanità regionale: ridotti i tempi di attesa, aumentano le visite e cala il peso burocratico per i pazienti

Negli ultimi mesi si è registrato un miglioramento significativo nei tempi di attesa per visite specialistiche e prestazioni di diagnostica ambulatoriale in Toscana, secondo quanto comunicato dalla Regione Toscana. Questo risultato arriva a seguito dell’attuazione di un piano operativo avviato nella primavera del 2025, sostenuto da un finanziamento di 29 milioni di euro. L’avvio del programma, inizialmente ostacolato da incertezze normative e vincoli legati al Fondo sanitario nazionale, ha potuto concretizzarsi solo a partire dal secondo trimestre dell’anno.
Tra aprile e giugno, sono già stati impiegati circa 13 milioni di euro, pari al 44,7% delle risorse disponibili. Questo ha permesso di realizzare 8.675 interventi chirurgici e oltre 146.000 tra visite e indagini diagnostiche, con un incremento complessivo di circa 155.500 prestazioni.
Il miglioramento si riflette anche nei dati di performance: nel 2023, il 75% delle prime visite veniva erogato nei tempi massimi previsti. Nel 2024 la percentuale è salita all’80,6%, e nel 2025 ha raggiunto l’84,4% nella prima metà di luglio, segnando un record per la regione. Alcune specialistiche, come oncologia, ortopedia, reumatologia e gastroenterologia, hanno superato il 95% di rispetto dei tempi. Rimangono invece delle criticità nell’ambito della dermatologia, per la quale sono in corso interventi correttivi, tra cui l’introduzione di un algoritmo per una più efficace classificazione delle richieste.
Anche nel settore della diagnostica, le prestazioni erogate nei tempi corretti hanno raggiunto un nuovo massimo, con una media del 92,1% nei primi sei mesi del 2025 e un picco del 94,4% tra l’1 e il 15 luglio.
Un altro aspetto positivo riguarda la gestione delle visite di controllo: la quota di prescrizioni effettuate direttamente dagli specialisti è salita al 94,8% nel 2025, rispetto al 74,9% del 2019. Questo cambiamento ha semplificato notevolmente l’iter per i pazienti, che non devono più rivolgersi al medico di base per ottenere una nuova prescrizione, contribuendo a ridurre il carico burocratico e migliorare la continuità dell’assistenza.
Parallelamente, si è osservata una diminuzione dell’1,2% delle prime visite specialistiche tra gennaio e luglio 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024, con un’incidenza sul totale che è passata dal 65,4% del 2019 al 59,6% attuale.
Infine, gli interventi sulla cosiddetta appropriatezza prescrittiva stanno mostrando segnali incoraggianti: le prestazioni diagnostiche totali sono diminuite dell’1,4% nei primi sette mesi del 2025, con una riduzione ancora più marcata per le risonanze magnetiche, calate del 12,3%, in molti casi sostituite da esami alternativi. In assenza di una linea guida nazionale uniforme, le scelte adottate a livello regionale sembrano aver avviato un cambiamento concreto e misurabile.

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