L’appello del Garante dei detenuti del Comune di Livorno

Marco Solimano, Garante dei detenuti del Comune di Livorno, lancia un appello urgente: fermare la strage di vite e di diritti nelle carceri italiane.
A Livorno, denuncia, il degrado dei reparti e il sovraffollamento al 133% rendono improrogabile l’apertura dei nuovi padiglioni. Il 30 luglio la mobilitazione nazionale dei Garanti per dare seguito all’allarme lanciato dal Presidente Mattarella.
Di seguito il comunicato:
“Non c’è più tempo! Bisogna fermare la strage di vite e di diritti nelle carceri italiane.
A Livorno si aprano immediatamente i nuovi padiglioni e si metta fine alla situazione di degrado e di mancanza di dignità delle persone ristrette all’interno dei reparti di media sicurezza e del personale costretto ad operare in condizioni critiche ed insalubri.
Un mese fa il Presidente della Repubblica ricordava l’emergenza carceri con queste parole: “il sistema carcerario (…) è contrassegnato da una grave e ormai insostenibile condizione di sovraffollamento”.
Sottolineava le “condizioni strutturali inadeguate di molti istituti nei quali sono necessari interventi di manutenzione e ristrutturazione, interventi da intraprendere con urgenza nella consapevolezza che lo spazio non può essere concepito unicamente come luogo di custodia ma deve includere ambiente destinati alla socialità, alla
fattività, alla progettualità del trattamento”.
Mattarella proseguiva: “E’ drammatico il problema dei suicidi nelle carceri che da troppo tempo non dà segni di arresto: si tratta di una vera emergenza sociale sulla
quale occorre interrogarsi per porre fine immediatamente a tutto questo. Deve essere fatto per rispetto dei valori della Costituzione, per rispetto del vostro lavoro e della storia della polizia penitenziaria”.
Ad un mese di distanza da quell’appello non si vedono provvedimenti concreti che l’esecutivo abbia disposto con urgenza per far fronte alla situazione critica evidenziata dal Presidente Mattarella. Solo enunciazioni di misure irrealizzabili nell’immediato (10.000 trasferimenti in comunità terapeutiche per tossicodipendenti, 10.000 assegnazioni in misure alternative) e dichiarazioni d’intenti che forse si realizzeranno in un ipotetico futuro (nuove carceri, nuovi posti detentivi in moduli prefabbricati).
Nel frattempo, le condizioni di vita e di lavoro nelle nostre carceri continuano a peggiorare. Siamo arrivati in questi giorni a 45 suicidi di persone detenute, cui se ne
aggiungono 3 di poliziotti penitenziari. L’eccezionale ondata di calore dei giorni scorsi ha inoltre accentuato il malessere dentro agli Istituti, non sufficientemente attrezzati per queste eventualità.
A Livorno, ad esempio, la situazione di degrado e di fatiscenza dei reparti che ospitano i reparti di media sicurezza ha raggiunto livelli non più procrastinabili.
All’enorme disagio dei detenuti si aggiunge la difficoltà del personale ad operare all’interno di un contesto insalubre e precario.
Per questo è assolutamente improcrastinabile l’apertura dei nuovi padiglioni recentemente ristrutturati.
Ai problemi strutturali si aggiunge un sovraffollamento che ormai ha raggiunto nella nostra casa circondariale il tasso del 133%, mentre il personale rimane sottorganico.
Per questo la Conferenza dei Garanti territoriali indice per il 30 luglio una giornata di mobilitazione nazionale, affinché l’appello di Mattarella venga considerato e
rilanciato in tutta la sua drammaticità e impellenza”.
Marco Solimano

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