Dopo le cure all’Acquario di Livorno

Due esemplari di tartaruga marina della specie Caretta caretta, battezzate Lucilla e Mistral, sono state restituite al loro ambiente naturale con un rilascio al largo delle Secche della Meloria, dopo un periodo di riabilitazione presso il Centro di Recupero e Riabilitazione per tartarughe marine dell’Acquario di Livorno.
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività promosse dall’Osservatorio Toscano per la Biodiversità (OTB) e dal progetto Natura Network Toscana (Nat.Ne.T.), coordinato dalle università toscane. Per la componente marina, il progetto si avvale della collaborazione di ARPAT e dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana. Le stesse università, insieme ad ARPAT, partecipano anche al recupero di grandi vertebrati marini in difficoltà o spiaggiati, e al monitoraggio dei nidi di Caretta caretta lungo le coste toscane, in sinergia con il progetto europeo Life Turtlenest.
La storia di Lucilla
Lucilla è un piccolo esemplare di Caretta caretta, rinvenuto il 29 settembre 2024 sulle spiagge bianche di Vada dalla signora Maria De Cusatis, che ha tempestivamente allertato la Capitaneria di Porto al numero 1530. La segnalazione ha attivato la Rete Toscana dell’OTB, che ha affidato la tartarughina all’Acquario di Livorno, struttura specializzata nella cura a lungo termine di esemplari in difficoltà.
All’arrivo, Lucilla pesava appena 14,96 grammi, con un carapace lungo 4 cm e largo 2,5 cm: caratteristiche compatibili con un individuo nato da pochissimi giorni. Fortemente disidratata, è stata inizialmente posta in incubatrice per 24 ore, quindi trasferita in vasche a volume crescente per valutare le sue abilità motorie e la capacità di nuoto. Da allora, la crescita è stata sorprendente: oggi Lucilla ha raggiunto 19 cm di lunghezza, 17,5 cm di larghezza e pesa oltre 1,1 kg. Il suo percorso ha fornito importanti informazioni sulle prime fasi di vita di questi animali, solitamente poco conosciute perché, una volta in mare aperto, se ne perdono facilmente le tracce per oltre un anno.
La storia di Mistral
Mistral è un giovane esemplare di Caretta caretta ritrovato sulla spiaggia di Tirrenia (Pisa), nei pressi del bagno Mistral, da alcuni passanti. Provvidenziale l’intervento del dottor Marco Salvadori, veterinario dell’Acquario di Livorno, che si trovava in zona con la famiglia.
La tartaruga, dal carapace lungo 33,5 cm e largo 31,5 cm, con un peso di 4,076 kg, appariva molto debilitata e apatica. Presentava un’anomalia all’arto anteriore destro, fortemente ridotto: una condizione che potrebbe essere riconducibile a una predazione subita nei primi giorni di vita o a una malformazione congenita. Le radiografie, effettuate con il supporto dell’Ospedale Veterinario dell’Ardenza, hanno escluso la presenza di ami o danni alle vie respiratorie, ma hanno rilevato due microfratture al piastrone, probabilmente causate da un impatto con una roccia durante una mareggiata.
Il recupero di Mistral è stato graduale ma costante, favorito da una dieta ricca di cefalopodi e crostacei, integrata con calcio per rinforzare il carapace. Al momento del rilascio, l’esemplare ha raggiunto i 36 cm di lunghezza, 33 cm di larghezza e un peso di 4,950 kg. È stato inoltre identificato con targhetta (IT RT ADL 016) e microchip.
Il rilascio alle Secche della Meloria
Le operazioni di rilascio si sono svolte all’interno dell’Area Marina Protetta delle Secche della Meloria, coordinate dallo staff dell’Acquario di Livorno, in collaborazione con la Capitaneria di Porto, sempre in prima linea nella tutela della biodiversità marina, soprattutto all’interno del Santuario Pelagos, cuore pulsante del Mediterraneo.
Un ringraziamento speciale va anche all’associazione ANPANA di Livorno, che ha messo a disposizione il mezzo autorizzato per il trasporto degli animali vivi fino al punto di imbarco, e all’Università di Siena, con la professoressa Letizia Marsili e il gruppo di ricerca MagiaMare, per il coordinamento scientifico del progetto Nat.Ne.T.