Sguardi di un livornese: Sergio Moscato. Dalla distruzione alla rinascita della città

Sabato 14 giugno al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo prenderà il via la mostra fotografica dedicata al fotografo Sergio Moscato a cura dell’Associazione Shardan in collaborazione con l’associazione Livorno come era e il patrocinio di Comune e Provincia

Sergio Moscato (Livorno 1915-1959) è stato un fotografo amatoriale non molto noto nella nostra città, se non fra gli addetti ai lavori. Ha fatto parte della Royal Photographic Society britannica ed era piuttosto apprezzato in Europa: «Tanto che – ricorda Giorgio Mandalis (Livorno come era) – il celebre fotografo francese Henri Cartier-Bresson venne apposta a Livorno per conoscerlo di persona».

A Sergio Moscato è appunto dedicata la mostra fotografica che aprirà i battenti sabato 14 giugno (ore 17) al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo (via Roma, 234) esponendo una trentina di sue foto, delle quali alcune esposte per la prima volta, gentilmente concesse da suo figlio Mario.

La mostra, che resterà visitabile sino al 14 settembre, è stata organizzata a cura dell’Associazione di cultura mediterranea “Shardan” in collaborazione con l’Associazione “Livorno come era” e si avvale del patrocinio di Comune e Provincia.

La produzione fotografica di Sergio Moscato si colloca fra gli anni ’30 e ’50 del Novecento: «Le sue fotografie – spiegano gli organizzatori – ci offrono una sintesi della realtà colta in un momento decisivo, in un mix di spontaneità e realismo, e la loro portata testimoniale rimane immutabile nel tempo e ancora oggi carica di significati. La sua attenzione è orientata più ai soggetti che alle cose, con immagini di persone semplici, immerse nella loro quotidianità anche quando questa è particolarmente drammatica, come nell’immediato dopoguerra, eppure capaci di reagire e ritrovare la spensieratezza e la voglia di vivere nei ritratti degli anni Cinquanta». Le foto in esposizione ritraggono infatti Livorno negli anni della ricostruzione postbellica: «Sono immagini – sottolinea Giorgio Mandalis – che mostrano l’inventiva e la tenacia dei livornesi nel reinventarsi la vita».

Info: Ingresso libero; la mostra è visitabile negli orari di apertura del Museo; tel. 0586-266711; e-mail: shardan.associazione@gmail.com oppure info@livornocomeera.it.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.