CRONACA cronaca

Via Sant’Andrea, tentata rapina con aggressione: cerca di sottrarre un portatile e minaccia il proprietario

Trovato con coltello da cucina lungo 23 centimetri: arrestato per tentata rapina e denunciato a piede libero per porto abusivo di arma impropria e minacce gravi

Intervento della Polizia di Stato a Livorno dopo un accoltellamento
Un uomo è stato accoltellato a Livorno dopo aver rifiutato di vendere una birra. La Polizia ha arrestato un 30enne.

Trovato con coltello da cucina lungo 23 centimetri: arrestato per tentata rapina e denunciato a piede libero per porto abusivo di arma impropria e minacce gravi

La Polizia di Stato di Livorno ha arrestato un uomo di 48 anni, cittadino ucraino con precedenti, sorpreso mentre tentava di rapinare un passante in via Sant’Andrea.

L’intervento è avvenuto alle 22:55 di mercoledì 29 maggio, quando una pattuglia della Sezione Volanti è giunta sul posto in seguito a una segnalazione per rapina in corso. Gli agenti hanno trovato l’aggressore già bloccato da un cittadino, amico della vittima, che ha raccontato quanto accaduto pochi istanti prima.

Secondo la ricostruzione, l’uomo avrebbe tentato con forza di strappare un computer portatile da sotto il braccio del proprietario, cercando nel frattempo qualcosa all’interno del proprio marsupio per intimidire la vittima. Subito dopo, l’aggressore avrebbe sferrato un violento pugno al volto del malcapitato. L’amico, intervenuto per bloccarlo, ha riferito di essere stato minacciato di morte durante l’attesa dell’arrivo della Polizia.

Nel corso della perquisizione, gli agenti hanno rinvenuto nella tasca destra della felpa dell’uomo un coltello da cucina lungo 23 centimetri, che – secondo quanto dichiarato dalle vittime – sarebbe stato cercato dal rapinatore nel corso dell’aggressione.

L’uomo è stato accompagnato in Questura, dove è stato arrestato per tentata rapina e denunciato a piede libero per porto abusivo di arma impropria e minacce gravi.

Si precisa che il procedimento penale è ancora in fase preliminare. Le accuse dovranno essere verificate nel corso del processo e solo una sentenza definitiva potrà stabilire l’eventuale colpevolezza dell’indagato.

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