L’esposizione, allestita in parte presso il Teatro Marchionneschi di Guardistallo, a pochi metri dalla casa natale di Siviero, e in parte nel centro espositivo del “Comune Vecchio” di Bibbona, vuole raccontare attraverso dipinti e sculture alcuni momenti chiave della vita del ministro plenipotenziario e “detective dell’arte”

Dal 1° giugno fino al 26 ottobre, a Guardistallo (PI) e Bibbona (LI) sarà aperta la mostra “La vita di Rodolfo Siviero, tra il Rinascimento e De Chirico”, dedicata a uno dei figli più illustri di Guardistallo e al suo fondamentale ruolo nel recupero delle opere d’arte trafugate durante la Seconda Guerra Mondiale.
L’esposizione, allestita in parte presso il Teatro Marchionneschi di Guardistallo, a pochi metri dalla casa natale di Siviero, e in parte nel centro espositivo del “Comune Vecchio” di Bibbona, vuole raccontare attraverso dipinti e sculture alcuni momenti chiave della vita del ministro plenipotenziario e “detective dell’arte”. Tra le opere esposte, capolavori di Giorgio De Chirico, Pignotti, Liberi, Van Bloemen, Domenico di Zanobi, Manzù, Moschi e Quinto Martini, che instaurano un suggestivo dialogo tra il Rinascimento e l’arte metafisica di De Chirico, tanto caro a Siviero.
“La collezione Siviero, oggi di proprietà regionale, si mette in viaggio e diviene veicolo di condivisione e coesione – ha spiegato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani – per valorizzare il concetto di ‘Toscana diffusa’, come definito dalla legge regionale n. 11/2025. Storia, arte e cultura sono presenti in ogni angolo della nostra regione e mettere in rete questo patrimonio ne aumenta esponenzialmente il valore.”
Giani ha inoltre evidenziato come questa mostra rappresenti un’occasione unica per ammirare una parte della raccolta Siviero, attualmente non visibile poiché la Casa Museo dedicata al ministro, situata a Firenze sul lungarno Serristori, è chiusa per lavori di ristrutturazione e riaprirà solo alla fine del 2026. “Non potevamo trovare modo migliore per ricordare Rodolfo Siviero – ha sottolineato – che coinvolgere direttamente il territorio natale, con la preziosa collaborazione dei Comuni di Guardistallo e Bibbona.”
Rodolfo Siviero nacque il 24 dicembre 1911 proprio a Guardistallo. Da qui prende avvio un percorso espositivo che racconta la sua vita e il suo instancabile impegno per il recupero di opere d’arte trafugate nel secondo dopoguerra. La sua storia, fatta di diplomazia e intelligence, rappresenta un capitolo affascinante e ancora poco conosciuto della storia dell’arte italiana.
Siviero, ministro plenipotenziario e capo della “Delegazione per il recupero delle opere d’arte”, riuscì a riportare in Italia centinaia di capolavori, come le tavolette di Ercole del Pollaiolo agli Uffizi, la Danae di Tiziano al Museo di Capodimonte e il Discobolo Lancellotti al Museo Nazionale Romano. A fianco di Siviero operarono figure chiave come Giorgio Castelfranco, ex direttore della Galleria di Palazzo Pitti.
La Casa Museo Rodolfo Siviero, divenuta proprietà della Regione Toscana nel 1983 per volontà testamentaria dello stesso Siviero, ospita la sua collezione privata di opere d’arte e documenti. Attualmente è chiusa per importanti lavori di ristrutturazione e riordino, ma tornerà presto a essere un punto di riferimento culturale.
Questa mostra rappresenta quindi non solo un omaggio a un grande uomo, ma anche un’occasione per scoprire e valorizzare il patrimonio artistico e culturale della Toscana, in particolare delle comunità di Guardistallo e Bibbona.
FONTE NOTIZIA: SITO INTERNET REGIONE TOSCANA/TOSCANA NOTIZIE

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