Luce messaggera di informazioni

Venerdì 16 maggio se ne parla al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo in occasione della “Giornata internazionale della luce” a cura di ALA (Associazione Livornese Astrofili) e del Club per l’UNESCO-Livorno

Cosa è la luce? Attorno a questo mistero l’umanità si è interrogata per millenni sino alle scoperte della fisica in Età Moderna e Contemporanea. Delle sue caratteristiche come “messaggera di informazioni” se ne parlerà venerdì 16 maggio (ore 10) al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo (via Roma, 234) in occasione della odierna “Giornata internazionale della luce”, un evento promosso dall’UNESCO nel 2015 e celebrato il 16 maggio di ogni anno per ricordare la realizzazione del primo laser al mondo avvenuta nel 1960 da parte del fisico elettronico statunitense Theodore Harold Maiman.

Ospitata nell’Auditorium del Museo la conferenza è stata organizzata dal “Club per l’UNESCO – Livorno” e da ALA (Associazione Livornese Astrofili) vedendo la partecipazione come relatore di Enrico Giorgi: «Per millenni – spiega Giorgi – l’umanità ha osservato nell’oscurità con emozione quelle luci tremolanti, nelle
quali ha trasferito le proprie paure, speranze, storie, miti ed ideologie, un luogo dal quale gli “dei” vegliavano sul suo sonno».

Col progredire delle ricerche scientifiche e, in particolare, astronomiche, abbiamo quindi scoperto che la luce delle stelle che vediamo ora è in realtà “vecchia” di milioni o addirittura di miliardi di anni: «Grazie alle sue capacità di elaborazione e di sperimentazione, l’umanità è poi riuscita a comprendere i meccanismi che erano alla base di quella “luce”, elaborando compiute teorie che spiegavano cosa essa fosse, quali informazioni portava e quali teorie contribuiva a risolvere. Così siamo stati in grado di comprendere che la luce non è più la sola “messaggera del cielo”: abbiamo ampliato gli orizzonti osservativi, oltre la piccola finestra della luce visibile dai nostri occhi, scandagliando l’Universo con antenne radio, sensori a raggi infrarossi oppure a raggi X, e permettendo di osservare oggetti distanti decine di miliardi di anni luce, sviluppatisi anche oltre 13 miliardi di anni fa, compiendo un viaggio nel tempo “naturale” che solo la luce ci permette di fare. Pertanto, indagando le altre frequenze dello spettro elettromagnetico, siamo stati in grado di osservare la radiazione cosmica di fondo, le pulsar e le radiosorgenti stellari. Tutto questo è la luce, un messaggero che proviene dal passato».

Le nostre notti stellate devono purtroppo fare i conti con “le luci della città”, principali cause dell’”inquinamento luminoso” che, fra l’altro, ostacola la visione diretta di larghissima parte delle stelle presenti nella volta celeste.

A chiusura dell’incontro è prevista l’osservazione solare con i telescopi messi a disposizione da ALA.

Info: ingresso libero; tel. 0586-266711.

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