Questo pomeriggio alle ore 16.30 nella Sala Conferenze del Museo della Città ai Bottini dell’Olio
Luciano Virgili, noto come il “Claudio Villa d’Ardenza”, sarà il protagonista della nuova conferenza di Marco Rossi, in programma lunedì 17 febbraio alle ore 16:30 nella Sala Conferenze del Museo della Città ai Bottini dell’Olio.
Durante l’evento, Rossi ripercorrerà la carriera dell’artista, accompagnando il racconto con l’ascolto di numerosi brani tratti dalle sue incisioni.
Lo stesso conferenziere scrive:
“Dal Madison Square Garden di New York a Piedigrotta, Luciano Virgili, ex autista di piazza e scaricatore di porto scoperto dal tenore Galliano Masini, riuscì a imporsi nel panorama musicale, suscitando persino timore tra colleghi del calibro di Tajoli, Latilla e Togliani. Claudio Villa lo stimava così tanto da rendergli personalmente l’ultimo saluto in ospedale.
Nel 1956 ottenne il disco d’oro per il milione di copie vendute in America, sotto la stessa etichetta di Elvis Presley. Perry Como e il tenore Mario Del Monaco lo definirono il ‘Bing Crosby italiano’. Amico di Duke Ellington, a Chicago la sua voce riuscì perfino a far riacquistare la memoria a un reduce della Prima Guerra Mondiale con la canzone Terra Straniera.
Terzo a Sanremo, primo a Fuorigrotta e Saint Vincent, e più volte protagonista di Canzonissima, tra il 1958 e il 1965 incise oltre 200 dischi. La sua vocalità duttile gli permetteva di interpretare con grande espressività i classici della canzone italiana, da Giamaica a Granada, accompagnato da grandi orchestre sinfoniche.
Ritiratosi a Montecatini, dove aveva esordito al Gambrinus – oggi commemorato da una borchia in suo onore – rimase fedele alle sue radici livornesi fino alla fine. Non sopportava i turisti in ciabatte e pantaloni corti al Tettuccio, dove lui, pur di umili origini, non sarebbe mai andato senza giacca e cravatta. E, come racconta il figlio, a chi lo faceva infuriare non lesinava ‘belle torte diacce in ghigna’.”
Marco Rossi, pioniere dell’informatica in Italia e con una lunga carriera manageriale internazionale, è oggi scrittore e divulgatore. Da anni si dedica a raccontare personaggi che hanno lasciato un segno nella storia di Livorno, attraverso conferenze e collaborazioni giornalistiche.