Presenti i vertici del GOI e il Sindaco di Livorno
Nella suggestiva cornice del Famedio di Montenero, si è tenuta una solenne cerimonia per la posa di una lapide commemorativa in onore di Adriano Lemmi, illustre livornese e Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia dal 1885 al 1895. L’iniziativa, promossa dall’Oriente di Livorno, ha visto la partecipazione di numerose autorità massoniche e istituzionali, a testimonianza dell’importanza storica e culturale dell’evento.
Tra i presenti, spiccavano i vertici della massoneria italiana, tra cui il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi, il Gran Maestro Onorario Massimo Bianchi, il Presidente del Consiglio dei Maestri Venerabili dell’Oriente di Livorno, Claudio Cavallini, il Gran Segretario del Grande Oriente d’Italia, Emanuele Melani, e il Presidente del Collegio dei Maestri Venerabili della Toscana, Riccardo Cavallini. A rappresentare le istituzioni cittadine è intervenuto il Sindaco di Livorno, Luca Salvetti.
La nostra intervista al Gran Maestro Stefano Bisi:
Nel corso della cerimonia, tutti gli intervenuti hanno sottolineato l’importanza della massoneria nella storia della città di Livorno. Il Gran Maestro Bisi e il Gran Maestro Onorario Bianchi hanno voluto ricordare due recenti iniziative che hanno ribadito il legame tra la città e l’istituzione massonica: l’intitolazione dello spazio pubblico davanti ai bagni Pancaldi ad Alessandro Tedeschi, Gran Maestro dell’esilio in Francia durante la dittatura fascista, avvenuta due anni fa, e la consegna del busto di Ernesto Nathan, altro illustre Gran Maestro, a Villa Fabbricotti, evento che ha avuto luogo la scorsa estate.
La posa della lapide in onore di Adriano Lemmi rappresenta un ulteriore tassello nella valorizzazione della storia massonica della città e nel riconoscimento del contributo che questa ha dato alla crescita culturale e sociale di Livorno.
A prescindere della rilevanza concessa all’evento, dubito che si sappia chi fosse realmente Lemmi: sotto il profilo storico, sociale, massonico. Ed è il motivo per cui la ‘Comunione di Piazza del Gesù ‘ definita con la scissione consumarsi nel 1908 e riconosciuta fino al 1972/1973 come l’unica Massoneria *regolare* in Italia, non ha mai inteso dare enfasi e solennità a questa figura. Mi permetti di ricordare all’estensore dell’articolo come al Grande Oriente d’Italia attivo fino al 1908, non corrispondeva per continuità, legittimità e rappresentatività il Grande Oriente attivo dal 1908. Talvolta, gli equivoci che sorgono dal sovrapporsi di sigle, titoli distintivi e quant’altro, favoriscono errori esiziali tali da agevolare chi possa farsi vanto di ciò.
Un cordiale saluto.
Giuseppe Bellantonio
Presidente della “Comunione di Piazza del Gesù”