CRONACA aggressione ai medici

Senza cure per 3 anni chi aggredisce medici e infermieri: la proposta di legge

foto di Massimo Landi

L’aumento dei casi di violenza negli ospedali ha portato alla presentazione di una proposta di “Daspo” sanitario per gli aggressori, ad esclusione degli interventi urgenti e salvavita

OSPEDALE DI LIVORNO
foto di GIovanni Odifredi

La casistica delle aggressioni in ospedale a danno del personale sanitario ha raggiunto dimensioni allarmanti, al punto che ormai c’è chi invoca l’intervento dell’Esercito per colmare l’assenza di agenti di Polizia nelle strutture sanitarie: ormai in nessun ospedale d’Italia è infatti presente la postazione notturna.

Nel mese appena trascorso di agosto sono stati ben 34 gli episodi di violenza su scala nazionale, almeno uno al giorno, tra cui la clamorosa barricata di medici e infermieri foggiani che, presso il Riuniti di Foggia, hanno dovuto chiudersi in una stanza per sfuggire all’ira di familiari e parenti di una ragazza deceduta durante un delicato intervento chirurgico.

Così si è delineata una proposta di legge a firma del Senatore di Fratelli d’Italia Ignazio Zullo, capogruppo in commissione Lavoro e Sanità: per venire incontro alle esigenze di sicurezza negli ambienti sanitari, il Ddl attualmente in discussione inserirebbe la possibilità di colpire i violenti con un vero e proprio “Daspo” sanitario.

Secondo la proposta, le persone responsabili di episodi di violenza contro il personale sanitario perderebbero per 3 anni l’accesso alla sanità gratuita (cure e visite programmate) con l’esclusione delle prestazioni d’urgenza e gli interventi e terapie salvavita. 

L’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionale avrebbe il compito di tenere una lista coi dati delle persone segnalate per aggressione e danni contro il patrimonio sanitario; le somme che verrebbero così “introitate” dalle Asl iscritte in bilancio sarebbero infine vincolate al potenziamento delle misure di sicurezza nelle strutture ospedaliere.

Intanto è stato pubblicato il bilancio degli episodi di violenza nel corso del 2023: più di 16.000 aggressioni, delle quali il 70% ha riguardato attacchi sia fisici che verbali rivolti a donne. Ordini dei medici e sindacati continuano a ripetere ormai da tempo che la misura è colma, e che occorre varare misure urgenti per difendere il personale sanitario nazionale da una cultura della violenza ormai dilagante.

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