La foto della fattura energetica divenuta virale sul web mostra una richiesta piuttosto elevata, a fronte di un consumo pari a zero: cosa sta succedendo?

La prassi è sempre la stessa: puntualmente arrivano le bollette, com’è giusto che sia, e naturalmente viene presentato il conto calcolato su alcune voci di spesa più o meno trasparenti. Il passaggio al mercato libero, tuttavia, ha stravolto in buona parte le abitudini dei consumatori e deteriorato la fiducia generale.
Il passaggio, infatti, è stato tutt’altro che indolore: nonostante gli anni di preavviso ed alcuni rinvii molti sono stati trovati impreparati. Benché questo passaggio fosse destinato a dare maggior competitività al mercato energetico – almeno nelle intenzioni dichiarate – la verità è che la delusione è stata ampia e profonda.
Zero consumi, paghi lo stesso (e tanto): il caso
L’amarezza leggibile nelle recensioni e nelle lamentele dei consumatori meriterebbe una pagina a sé, ma la foto che sta venendo rilanciata in queste ore su varie piattaforme social sta facendo molto parlare per la sua singolarità.
Come visibile, l’utente in questione si è trovato tra le mani una bolletta del gas di quasi 90 euro nella quale è riportato in calce, candidamente, che il consumo effettivo è stato pari a zero. Perché, si chiede l’intestatario, emettere una fattura a fronte di un consumo inesistente?
Il dettaglio riportato nella fattura fa riferimento ad una non meglio specificata cifra di 48 euro, giustificando l’onere come spesa per il gas che non è mai stato consumato; a questa cifra vengono aggiunti gli oneri di distribuzione e l’IVA, ed uno sconto non meglio comprensibile come “oneri di sistema” (in genere l’emissione delle fatture e delle comunicazioni).
Doverosa premessa: i costi di distribuzione vengono da sempre applicati se l’impianto privato di distribuzione è attivo, e su tale costo è per legge applicata anche l’IVA; rimane del tutto ingiustificata la richiesta economica sulla base di un consumo che la stessa azienda riconoscere essere inesistente.
Il consiglio generale è sempre di valutare con attenzione l’offerta del gestore col quale si intende stipulare un contratto; purtroppo accade spesso di incorrere in costi “nascosti” o maggiorazioni in base alla tipologia di tariffa prescelta. Inoltre, alcuni gestori hanno introdotto elevati costi e penali in caso di rescissione. Per ogni chiarimento è possibile consultare il sito di ARERA, l’autorità regolatrice per il mercato energetico.

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