Analisi dei numeri sull’edilizia residenziale pubblica e proposte concrete per affrontare il problema

Secondo i dati diffusi dal Ministro delle infrastrutture Matteo Salvini, gli appartamenti di
edilizia residenziale pubblica utilizzabili ma vuoti sono almeno 70mila in tutta Italia.
Se si aggiungono, poi, gli almeno 30mila alloggi occupati abusivamente, nonché quelli
abitati da persone che non corrispondono l’affitto da decenni e quelli in attesa di
ristrutturazione, si può stimare una potenziale disponibilità di circa 150mila unità
immobiliari pubbliche.
La percentuale nazionale data dalla somma di case sfitte ed occupate si aggira, stando
sempre ai dati del ministro Salvini, intorno al 40%.
In questa casistica non rientra la nostra città, perché la percentuale si attesta intorno al
7% (prima delle ultime esecuzioni di sfratto era intorno al 10%).
La percentuale livornese è comunque vicinissima alla media Toscana.
Dati più bassi rispetto alla percentuale nazionale, ma pur sempre numeri importanti.
Dal primo luglio 2019 ad oggi a Livorno sono stati liberati 175 alloggi. Le case occupate
sono 55 su 6200 immobili pubblici, pari a circa l’1%. A questi numeri si aggiungono 370
alloggi vuoti ma non utilizzati (senza contare le unità abitative detenute da persone che
non pagano l’affitto da 20 anni).
Il motivo addotto per la mancata assegnazione dei 370 alloggi è la necessità di lavori di
manutenzione e di ripristino, nonché la presunta mancanza di fondi per sostenere le
spese.
Per “Noi Moderati” si tratta invece di indicizzare le risorse con eventuale rimando
alla legislazione di riferimento.
La Regione ha stanziato infatti 5 milioni di euro da destinare a questo scopo in tutta la
Toscana. Questi fondi sarebbe opportuno investirli per i lavori di maggiore entità.
Contestualmente si può ricorrere poi – per piccoli interventi- al c.d. autorecupero previsto
dalla Legge Regionale n. 2/2019 fino ad oggi inattuata, che permetterebbe invece una più
rapida assegnazione degli alloggi (ad oggi più di 700 famiglie livornesi sono in lista
d’attesa).
L’autorecupero permetterebbe un’assegnazione più veloce, perché l’alloggio verrebbe
assegnato con l’assenso del futuro assegnatario nello stato di fatto in cui si trova e il
futuro inquilino/assegnatario dovrebbe accollarsi le spese di ripristino.
Alla luce di tutto questo, qualsiasi attribuzione di responsabilità in capo ai proprietari
privati per vere o presunte emergenze abitative è a nostro avviso ingiustificata e
pretestuosa.
Ciononostante si continua ad alzare la tassazione, si grida al caro affitti, ci si indigna e si
suona l’allarme sfratti!
In realtà dovremmo indignarci per l’eccessiva tassazione che comporta un canone di
locazione che cerca nella maggior parte dei casi di coprire i tributi e garantire un minimo
di guadagno!
E dovremmo indignarci soprattutto in quanto una parte degli alloggi popolari pubblici
disponibili o meglio vuoti non vengono assegnati per mancanza e forse inefficienza nella
gestione delle risorse da parte delle territorialità locali.
Enrico De Filippis
Coordinamento Provinciale Noi Moderati

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