LIVORNO alessandro perini

La critica di Alessandro Perini(FDI): “il Progetto Murales di Livorno tra ironia e sconcerto”

Le considerazioni sulla proposta turistica di murales a Livorno: una critica pungente e uno sguardo alla storia

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato:

“Rilanciare turisticamente Livorno a colpi di murales? Qui l’unico rilancio è quello del poltronificio LEM, che sfrutta l’occasione per un ennesimo sito internet fatto fare chissà a chi e per l’ennesima “campagna comunicativa”.

Secondo il sindaco, i turisti visitano Berlino, Varsavia, Valencia, Dublino e Orgosolo per “ammirare i murales”. Allo stesso modo – pensa sempre Salvetti – i turisti non potranno non invadere anche le strade di Livorno per vedere i nostri murales. Voi avete mai sentito qualcuno che ha visitato una città per vederne i graffiti? Io mai.

Tralascio il caso di Orgosolo, conosciuta più per essere stata la capitale della Anonima Sequestri sarda, che per i murales. Un discorso a parte vorrei farlo per Berlino, la cui storia evidentemente è poco conosciuta da Salvetti. Nella capitale tedesca i murales hanno un valore mondiale. Sono stati realizzati, infatti, su quello che resta del Muro che divideva l’Europa dal blocco sovietico. E dietro questa operazione c’è una visione chiara e logica: ciò che per decenni ha oppresso milioni di persone è diventato strumento a disposizione della Libertà di espressione. È un po’ quella che nell’Inferno dantesco è la Legge del contrappasso. È del tutto evidente, però, che il protagonista di quelle opere grafiche resta il Muro. Oggi non divide più, ma conserva una sua funzione: raccontare ciò che è stato. 

Per l’ex conduttore di LivornoOlé, l’operazione storico-culturale che in questi decenni ha interessato il muro di Berlino non è altro che “attrazione turistica”; questo ci spaventa, ma non ci stupisce. D’altra parte Salvetti, con il cinismo che lo comtraddistingue, ha già descritto come “attrazione turistica” anche le cerimonie di commemorazione dell’Alluvione 2017. Una “testa” così confusa non poteva che partorire il paragone tra Livorno e i murales di Berlino. Si tratta di un delirio e un insulto alla storia del Novecento. Tuttavia, neppure in questo particolare caso, ho mai sentito dire: “vado a Berlino per vedere i murales”.

Cosa resterà di questa risibile iniziativa? I soldi spesi. Nel frattempo, infatti, è stato creato un apposito sito internet e pare che sia partita anche una campagna di comunicazione. Tutta roba fatta dalla Fondazione LEM con soldi pubblici, finiti nelle tasche di chissà quale “esperto di comunicazione”.

Alessandro Perini

Leggi anche

Continua a leggere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.