James Cameron è l’uomo vivente che ha visitato più volte il relitto del Titanic; con la sua esperienza aveva già intuito il destino dei cinque navigatori

Il regista di grandi successi come Avatar, Terminator e Titanic si è espresso riguardo al caso Oceangate, e chi meglio di lui, data la sua esperienza diretta; James Cameron è infatti detentore del singolare record come visitatore più attivo del relitto navale che lui stesso ha reso il più celebre dell’era moderna.
Proprio in virtù di queste sue numerose immersioni, che gli sono servite principalmente per ricostruire in maniera quanto più fedele gli eventi poi narrati nel colossal “Titanic”, il regista ha dichiarato in un video di aver intuito il destino dei navigatori del Titan ben prima che si diffondesse nel mondo la notizia ufficiale dell’implosione del veicolo.
Oltre quindi ai commenti rilasciati da chi era stato a bordo del Titan uscendone illeso e alla ennesima “previsione” ad opera dello show di Matt Groening “I Simpson”, si fa largo l’idea che le operazioni di ricerca attivate subito dopo la perdita di comunicazioni siano state uno sforzo inutile, se non addirittura una farsa.
Questa è la traduzione di alcuni passaggi delle dichiarazioni di James Cameron:
“Penso che Oceangate non potesse fare quel che stava facendo. Non ero al corrente del fatto che non erano neppure stati certificati, perché non ho mai dedicato loro molta attenzione o interesse […], c’era già molta preoccupazione riguardo a questa attività e a quel sottomarino, io in quel momento stavo girando Avatar 2 e quindi non ero direttamente coinvolto, ma molte di quelle persone preoccupate si sono riunite e hanno scritto una lettera diretta ad Oceangate affermando che dovevano farsi certificare, che non potevano portare gente in irresponsabili immersioni, e che questo modo di fare avrebbe prodotto una catastrofe.”
“La stessa mattina in cui ho saputo dell’incidente mi è stato detto che erano state perse sia le tracce che le comunicazioni dal sottomarino: bisogna sapere che il dispositivo di tracciamento è completamente autonomo rispetto al resto della struttura, di conseguenza se anche il tracciamento viene perso, significa che il sottomarino è irrimediabilmente perduto.”
“In poche ore ho saputo che, contemporaneamente alla perdita di localizzazione, è stato udito un forte rumore d’impatto; a quel punto avevo già capito cos’era successo.”
Il regista aggiunge inoltre quanto l’idea stessa della struttura in fibra di carbonio fosse pessima, e che il disastro era praticamente annunciato.
A seguito il link al video messaggio di James Cameron.