Due chiacchiere con l’influencer fiorentino in soggiorno a Livorno

Pietro Resta, l’influencer fiorentino di 31 anni che si occupa di cultura, meglio conosciuto dal grande pubblico come Wikipedro, è sorridente ed è felice di soggiornare a Livorno. Si è scelto una casa in affitto all’Ardenza ed è soddisfatto della sua scelta perché come dice “c’è il mare vicino, la città si raggiunge alla svelta sia in macchina che con l’autobus e poi c’è la Baracchina Rossa che mi piace moltissimo”.
Che impressione ti ha fatto Livorno con le sue tante bellezze e purtroppo anche le sue tante problematiche?
“Livorno in un certo senso va bene così com’è e mi spiego. Non vorrei che cambiasse. Tutti i livornesi stanno lì a lamentarsi ed è vero che quel poco che c’è è molto bello ed andrebbe valorizzato di più, parlo ad esempio di cimiteri e chiese uniche per la loro particolarità. Ma il vero lato positivo sono i livornesi, vale la pena di venire a Livorno solo per vedere la gente e le scene al mercato, vedere come si comportano le persone, un vero spettacolo. E poi l’arte culinaria, a Livorno si mangia davvero bene. A livello culturale e architettonico con il resto della Toscana non c’è confronto ma Livorno è un posto veramente diverso e da fiorentino avevo voglia di vedere qualcosa che non fosse il solito medio evo e il solito Rinascimento”.
L’ottocento, il novecento, il liberty, l’arte astratta e Modigliani. Sei rimasto colpito?
“Amo moltissimo le opere di Modigliani che sono stupefacenti. Sono stato alla mostra del 2020 e l’ho trovata molto bella. Ho dedicato un video alla beffa delle false teste e devo dire che è stata la burla più bella che abbia mai visto. Rappresenta in pieno lo spirito labronico, goliardico. A un fiorentino non sarebbe mai venuto in mente. Conosco personalmente alcuni autori della burla e posso testimoniare che è stata una cosa che è stata fatta per divertirsi e basta. Sembravano quattro scappati di casa! Li ho intervistati ed è stato molto divertente, queste sono le cose che mi piace raccontare”.
Al contrario di Firenze a Livorno non c’è turismo. Potrebbe esserci ma non lo vogliamo?
“Poco ma sicuro. Ma fate bene così. Il turismo è un’arma a doppio taglio. Va bene con il giusto equilibrio, a Firenze è diventata una schiavitù. Tutti vogliono vedere le bellezze di Firenze ma i fiorentini sono diventati schiavi e camerieri dei turisti come carriera lavorativa e non è giusto, quando è troppo è troppo”.
Raccontaci un po’ di te, come hai iniziato a fare l’influencer?
“Per necessità e per caso. Avevo un appartamento da affittare e postavo video per pubblicizzarlo poi ci ho preso gusto. Creo contenuti in due format, uno orizzontale su Facebook, dove gli strumenti mi permettono video più lunghi su città, chiese e argomenti culturali di nicchia, oppure verticali, con contenuti più sintetici e argomenti più brevi per Tik Tok e Instagram”.
Le cose che ti hanno sorpreso di più di Livorno.
“Intanto devo ringraziare il sindaco Luca Salvetti per avermi telefonato e ringraziato della visita, è stato molto simpatico e si è detto a disposizione per qualunque esigenza. Avete un museo Fattori splendido, sia per le opere che per la bellezza di Palazzo Mimbelli, poi la chiesa di Santa Caterina bellissima e maestosa che io ho paragonato al Pantheon e il Cisternone e l’acquedotto di Colognole che ho trovato essere strutture straordinarie. Ma ripeto è il lato umano che mi ha colpito di più, la gente, che per certi versi assomiglia a quella di Napoli. Livorno è un posto “fuori” dalla Toscana, completamente diverso”.

Lascia un commento