Carpenterie navale e proveniente da una famiglia della grande tradizione pugilistica livornese

Muore a 46 anni Manolo Fanali per una malattia. Grande lavoratore e sportivo livornese: “Un fulmine a ciel sereno” commentano gli amici. Esperto lavoratore nel settore della cantieristica navale e proveniente da una famiglia di tradizione pugilistica, era famoso per la sua forza fisica e il suo spirito scherzoso, testimoniato dal suo classico modo di salutare, “col cazzotto”.
Manolo lascia tanti colleghi addolorati al cantiere Benetti, alla ditta di costruttori navali Amato a Livorno e in molte altre aziende, dove verrà a mancare la sua simpatia e la sua abilità.
“Un fulmine a ciel sereno“
La scomparsa di Manolo ha gettato nel dolore la famiglia e i tanti amici che lo conoscevano: i frequentatori del corso di ginnastica pugilistica, i colleghi di lavoro e gli amici di sempre di Stagno dove abitava. Non si contano gli amici come non si contano le lacrime di dolore e i messaggi su Facebook. “Stagnino doc”, Manolo apparteneva a una gloriosa famiglia dell’illustre tradizione pugilistica livornese.
Era nipote del tre volte campione d’Italia e due volte sfidante per gli europei dei super leggeri Romano Fanali venuto a mancare lo scorso agosto all’età 80 anni ed ha proseguito la passione di famiglia da amatore nella palestra L’Accademia dello Sport dove tutti lo ricordano con affetto.
“Cavallo pazzo” il ricordo affettuoso del “maestro” di Boxe Luca Tassi di Boxe Livorno:
“Per Manolo avevo un’amicizia stretta e rispettosa nata ai tempi del corso, ci legava la conoscenza in comune dello zio campione, Romano. Per me era e resterà sempre “cavallo pazzo”. Ricordo che riusciva a farmi sorridere tutte le volte che architettava le sue marachelle, una volta gli feci fare per punizione e per scherzo 1000 flessioni. Lui la prese sul serio e le fece, ovviamente in più volte. Questo era Manolo, forte come un toro”.

Manolo Fanali lascia nel dolore la famiglia, il fratello Paco, anche lui carpenterie, e la sorella Elena.