CRONACA Francesco Signoretti

Livorno piange la scomparsa di Francesco Signoretti, campione paracadutista e nella vita

Il ricordo dei compagni del Primo Reggimento Paracadutisti Tuscania di Livorno

Foto di Francesco Signoretti, fornito dai famigliari

Ha lottato fino alla fine ma non ce l’ha fatta. Francesco Signoretti, Carabiniere paracadutista del reparto Tuscania di Livorno e pluri-campione di paracadutismo sportivo se n’è andato a 63 anni a causa di un tumore al pancreas. Questo pomeriggio si sono svolti i funerali e la salma è stata deposta al cimitero comunale. La cerimonia ha visto partecipare le rappresentanze ufficiali del Primo Reggimento Paracadutisti Tuscania oltre alla folla di parenti e amici. Due anni di calvario, l’operazione all’ospedale Cisanello a Pisa in piena pandemia, la paura e la solitudine, poi la chemioterapia e infine la resa a un male terribile più forte di lui.

Il ricordo dei compagni

“Un atleta modello, un grande campione che ha lottato fino alla fine prima di gettare la spugna”, questo il ricordo dell’amico e compagno di sempre, il collega del reparto di paracadutismo sportivo dei Carabinieri Francesco Palumbo, compagno di squadra e campione del mondo con Francesco in Cina nel 1994 nella categoria precisione a squadre. Francesco Signoretti nasce in provincia di Cosenza nel 1959 e arriva a Livorno nel 1978. Nella sua carriera raccoglierà un palmares sconfinato di successi e di piazzamenti, tra cui il titolo iridato del 1994 e ben 20 titoli italiani in varie specialità di lanci dal 1983 al 2005. A fianco la carriera militare, anche quella impreziosita di numerosi successi, missioni all’estero e insegnamento. Un campione e un atleta esemplare, una persona sana e positiva per il quale le parole in ricordo dei colleghi e dei conoscenti sembrano non finire mai. Questo il ricordo del maresciallo capo Daniele Bianchi: “una carriera di quasi 25 anni ricca di titoli, un esempio per tutti e soprattutto per i ragazzi, un riferimento dal punto di vista tecnico per tutti i militanti. Una persona ponderata, equilibrata, trasparente e testarda come solo un vero calabrese sa esserlo”.

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