In religioso silenzio sfilano le fiaccole commemorative per ricordare le vittime dell’alluvione, ma anche per non farci dimenticare che siamo una comunità che si sa rialzare
In religioso silenzio le fiaccole commemorative capitanate dagli stendardi del Comune di Livorno e della Provincia, seguiti dal primo cittadino, la protezione civile, le misericordie, la croce rossa.
Le Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco ecc… e da tanti cittadini che si sono uniti al corteo partito da viale Nazario Sauro dove è allestita “Risorgi Livorno” la mostra stabile sull’accaduto.
In movimento, diversamente dalle cerimonie statiche degli ultimi due anni a causa delle misure anti-covid, è stato possibile fermarsi davanti all’abitazione dell’intera famiglia che quel tragico giorno di cinque anni fa perse la vita.
La fiaccolata continua , crescendo ad ogni passo, rendendo percettibile un sentire ferito e non ancora rimarginato, che non si deve e non si vuole dimenticare.
Malgrado il vento alimenti il fuoco e mille scintille volano intorno alla statua del marinaio: nessuno si brucia.
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Il grande serpente silenzioso ed ormai anche illuminato, avendo il sole oltrepassato l’orizzonte, giunge alla rotonda di ardenza dove davanti al Gabbiano su dodici totem a tre facce è stata allestita un’altra mostra di scatti estratti dai momenti vissuti, immagini offerte dal genio Civile e dalla fotoreporter Laura Lezza, dal titolo: “Lasciamo un segno.
Dopo il dramma, impegno, cura e attenzione per il nostro territorio” e che sarà visibile fino al 15 settembre. Ad attendere il corteo Mario Menicagli che dopo il sentito discorso del Sindaco Luca Salvetti ed il condiviso minuto di silenzio, introduce il Laboratorio Orchestrale e Corale del Teatro Goldoni diretto dal maestro Maurizio Preziosi