CRONACA armando ago

Il tenente colonnello Armando Ago lascia il comando dei carabinieri di Livorno

"Dei livornesi ricorderò per sempre l'incredibile forza di reagire dopo l'alluvione del 2017"

“Dei livornesi ricorderò per sempre l’incredibile forza di reagire dopo l’alluvione del 2017”

Dopo cinque anni di permanenza a Livorno il tenente colonnello Armando Ago lascia il comando del reparto operativo provinciale dei Carabinieri, il suo prossimo incarico sarà come docente alla scuola per marescialli di Firenze.

Armando Ago, 53 anni di Taranto, 22 di carriera, saluta la città dove si è insediato a pochi giorni dalla tragica alluvione del settembre 2017, lasciando a tutti gli amici e ai collaboratori un bel ricordo per la sua cordialità e per la sua simpatia.

Il colonnello ha salutato la stampa questa mattina festeggiando gli anni di collaborazione in cui è stato il referente per la provincia di Livorno per il settore comunicazione. Per lui tante indagini e tanti successi, l’impegno nel nucleo anti mafia (G.I.A.) e come rappresentante del tavolo per la sicurezza urbana.

Tra le indagini più importanti andate a buon fine più si ricorda il sequestro record di 3300 chili di cocaina presso il porto di Livorno il 24 febbraio 2020, che è il secondo sequestro di cocaina per quantità della storia italiana, e l’operazione “Geppo Calafuria”, che nell’aprile del 2021 portò all’arresto di ben 17 soggetti per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio internazionale di sostanze stupefacenti.

A succedere ad Armando Ago sarà il tenente colonnello Rocco Taurasi, 42 anni di Avellino, che sarà presentato alla stampa e alla cittadinanza tra una settimana.

Questo il saluto del tenente colonnello Armando Ago alla città di Livorno:

“Cinque anni molto intensi e molti rapporti di amicizia, vorrei lasciare un messaggio rassicurante alla città per il costante operato svolto dall’Arma, il ricordo che mi porto dietro di Livorno è quello dei primi giorni in cui sono arrivato, dopo l’alluvione, quando fui colpito dalla forza di reagire dei livornesi”.

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