Uscita dalla Lega, Costanza Vaccaro passa a Italexit, ma la notizia non piace ai militanti che per protesta lasciano il partito.

Dimissioni in protesta dei coordinamenti di sei province toscane tra cui Livorno e Pisa. Costanza Vaccaro è dentro Italexit ma abbandonano in protesta sei coordinamenti provinciali toscani, tra cui quelli di Livorno e di Pisa, diretti interessati e guidati dal coordinatore livornese Giovanni Pezone, medico livornese di 70 anni, ex alleanza nazionale con Altero Matteoli.
Oltre a Livorno e Pisa se ne vanno dal movimento fondato dal senatore Gianluigi Paragone anche Massa, Arezzo, Grosseto e Pistoia. “Noi siamo fuori e le distruggeremo il partito” ruggisce Giovanni Pezone riferendosi alla Vaccaro: “ci sono stati altri casi di fuoriusciti dalla Lega che abbiamo accettato ma hanno fatto un certo tipo di percorso, mentre Costanza Vaccaro ci sembra che abbia espresso idee addirittura opposte alle nostre”.
Gli fa eco il suo ex vice coordinatore a Pisa Alessandro Manfrin: “una nomina del tutto indesiderata di chi si è permesso di abbandonare la Lega in consiglio comunale solo pochi giorni fa e che noi non abbiamo accettato, perché non vogliamo nomine dall’alto di persone salite all’ultimo momento sul carro dei vincitori”.
Giovanni Pezone con gli ex collegi provinciali dimissionari di Livorno e Pisa dichiarano che si schiereranno nella lista Vita con Sara Cunial, deputata espulsa dal Movimento Cinque Stelle. Con Pezone anche il coordinamento provinciale di Arezzo, guidato da Davide Mencarelli.
Costanza Vaccaro ma non solo, ci sono altre nomine sgradite e più di una motivazione politica che portano a questa separazione, uno sconquasso nei coordinamenti di Italexit a più livelli per il movimento che fa parte dei piccoli partiti nati a destra e all’opposizione del governo caduto che si stanno assestando con diversi scossoni in vista della campagna elettorale, con notevoli ripercussioni anche a livello locale e regionale. ll quadro offerto è quello di un puzzle dalla difficile soluzione con Italexit attaccata un po’ da tutti che nonostante la bufera vanta un sondaggio del 4,5 per cento e si organizza per la raccolta firme necessaria per i neo partiti non rappresentati durante la passata legislatura per presentarsi alle elezioni del 25 settembre.
Un emendamento, questo della raccolta firme per i neo partiti, tanto discusso quanto sfruttato da Italexit, a detta dell’ex coordinatore provinciale livornese Giovanni Pezone, per comporre le liste senza la dialettica necessaria. Con le province toscane il movimento anti europeista di Gianluigi Paragone perde anche tre province dell’alto Lazio, Viterbo, Rieti e Frosinone, a completare il quadro di protesta.
A livello nazionale, sempre a conferma del momento di estrema tensione per tutta l’area politica di centro e di centro destra è Alternativa che si schiera contro Italexit con un comunicato riportato dall’Ansa con cui il movimento di Pino Cabras e Francesco Forciniti abbandona Paragone per aver imposto altre nomine sgradite nelle liste, definite addirittura “neo fasciste” rompendo così l’accordo tra i due movimenti durato solo due giorni.