Piccoli imprenditori, gestori locali e utenze domestiche, la crisi dei consumi colpisce tutti
Piccoli imprenditori, gestori locali e utenze domestiche, la crisi dei consumi colpisce tutti.
I livornesi e gli aumenti delle bollette, energia elettrica, acqua e gas, i rincari sono alle stelle. A cambiare sono i consumi, lo stile di vita e il benessere, bisogna ridurre le piccole spese, a volte fare rinunce e per chi ha un esercizio commerciale diventa necessario ricalibrare in negativo il servizio ai clienti, e se le ricadute sono per tutti, anche se in maniera variabile, sono diversi i mezzi utilizzati per difendersi, che variano a seconda della disponibilità economica.
Quello che dicono i nostri concittadini
La rabbia e lo sconforto si traducono nella mancanza di fiducia verso il sistema e le cause vengono ricercate nelle speculazioni ai danni dei cittadini.
Daniele autista CTT Nord
“Un disastro, non ce la facciamo più e la colpa secondo me non è per la guerra in Ucraina, c’è chi vuole recuperare i soldi persi a causa della pandemia, per come la vedo io spero che gli aumenti arrivino a un punto tale che la gente si arrabbi veramente e si blocchi tutto”.
La crisi in Ucraina si è accodata a quella della pandemia, le persone comuni, con uno stipendio medio sono le più colpite:
Chiara, insegnante
“cambia lo stile di vita, gli aumenti sono dell’ordine delle 50 euro. Luce e gas soprattutto, il mio laboratorio di falegnameria rischia di chiudere”.
Enrico, falegname
Protesta Enrico, falegname. Persone normali, costretti a rivedere i bilanci familiari e le spese per la propria attività.
Chiara e Maco gestori del Risto Pub il Vinaino in via Grande:
“Per quello che si racconta puoi farti un’idea delle cause di questi aumenti sui quali pesa sicuramente la guerra in Ucraina però ognuno può farsi una propria idea, per noi la perdita e gli effetti sono immediati, il nostro ristorante lavora con i forni, vogliamo fare le melanzane? Non possiamo farle, per evitare di spendere in bolletta. Per la luce elettrica siamo costretti a spengere prima le luci all’esterno del locale che così facendo perde di visibilità”.
Veronica, cameriera in piazza Cavallotti
Ristoratori, gestori e camerieri, per Veronica, cameriera in piazza Cavallotti “è tutto raddoppiato e io non credo a quello che dicono i giornali, la causa non è la guerra in Ucraina”.
Vittorio, barista in piazza Attias
Così Vittorio barista in piazza Attias “gli aumenti in bolletta ci sono stati e sono notevoli, ho dovuto cambiare lo stile di vita e ricalibrare le piccole spese per adeguarmi. Le cause? Dovrei documentarmi per rispondere ma non credo che sia solo per la guerra”.
Stefano, piccolo imprenditore
Passando ad un altro livello di benessere economico c’è Stefano, piccolo imprenditore, skipper ed ex gestore di un noto locale in Venezia: “per me si tratta di avere meno clienti, le persone sono impoverite e terrorizzate, non fanno più le crociere che gli offro, io per la mia barca mi arrangio, ho generatori a basso voltaggio e pannelli solari che mi fanno risparmiare, l’emergenza per la pandemia si somma a questa per la guerra e l’analisi di questa crisi economica legata agli aumenti dei prezzi dei consumi è da ricercare in un ambito globale molto complesso”.
Franco, ex imprenditore edile
Franco ex imprenditore edile, oggi guardiano in un parcheggio è alla rovina e la butta sull’ironia: “per quello che spendevo prima della crisi adesso devo pagare cinque volte tanto, da vendere le case mi costringeranno a costruirmi una baracca nel bosco”.
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