Un lettore ci invia il sui calvario tra tamponi acquistati e quelli di farmacia
Riportiamo integralmente il contenuto della Lettera:
In data 21/01/22 mio figlio piccolo, già in quarantena per caso positivo alla materna, in seguito a febbre e mal di testa fa un tampone in farmacia e risulta positivo.
Oggi in data 24/01/21 dopo che risulta positivo al test fatto a casa, in seguito a forte mal di testa, decido di prendere appuntamento in farmacia per un tampone rapido: il test mi conferma il risultato positivo.
Più tardi anche mio figlio maggiore inizia ad avere i primi sintomi, quindi il tampone fissato per domani decido di anticiparlo ad oggi.
Eseguo inizialmente un test comprato in un negozio di “cinesi” che come esito risulta positivo allora alle 15.04 mi reco in farmacia per eseguire un tampone ma stavolta il risultato è negativo.

Torno a casa ed incerta del risultato dato dal tampone della farmacia e delle risposte datemi dalla farmacista, alla mia domanda “siete sicuri del risultato? perché a casa era risultato positivo” la risposta è: “forse il tampone che avete voi è migliore dei nostri”, ne eseguo altri due, sempre comprati al negozio cinese e tutti e due risultano, di nuovo, positivi.

Con i test in mano mi reco nuovamente in farmacia mostrando il risultato e chiedendo ulteriori spiegazioni: mi confermano la positività di quei test e mi dicono che l’unica soluzione è quella di far fare al bambino un test di terza generazione con un ulteriore costo di 30€.
Dopo un po’ di insistenza da parte nostra perché la farmacista ci dice che due test nello stesso giorno non si possono fare, facciamo anche questo test ed il bambino risulta POSITIVO.
Chiedo, dunque, davanti all’ovvio errore, ulteriori spiegazioni, anche prima di andare a pagare il secondo tampone. Domando quindi se può esserci stato un errore da parte loro e mi viene riferito “assolutamente no, ma che alcuni tamponi possono dare esito falso negativo”.
Chiedo uno sconto sul secondo tampone in quanto, dal mio personale punto di vista, è stato eseguito troppo di fretta visto le numerose code di persone che si erano create, ma mi viene rifiutato dicendo che “non ci possono fare niente” e che dovevo pagare ulteriori 30€ oltre a quelli già spesi, non ammettendo così l’errore dell’operatore ma accusando la validità del test.

Stiamo affidando la chiusura delle scuole, la quarantena, tutte le malattie e tutte le spese economiche che bisogna affrontare spesso visto tutti i positivi, a dei tamponi che persino i dottori reputano non validi.