CULTURA ddl zan

Un pomeriggio con Luxuria al “Grattacielo”

Nel contesto “Io ti amo mica tanto” per commemorare le vittime dell’odio e del pregiudizio verso le persone transgender.

Foto di Elisa Eush

“Il teatro è un ottimo luogo dove sensibilizzare”:- a dirlo è Eleonora Zacchi direttrice artistica di “Io ti amo mica tanto” , la tre giorni di mostre, spettacoli ed incontri, organizzata presso il Centro Artistico Grattacielo in risposta alla giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

“Io ti amo mica tanto” ha offerto due appuntamenti con “Voci di Donne – Lettere a Mascagni (con Eleonora Zacchi, Riccardo De Francesca e Chiara Marchetti), spettacolo teatrale e svolgendosi per la prima volta con un’approvata tre giorni; si! E’ un universo vasto e complesso e quest’evento potrebbe essere il primo di una lunga serie, almeno fin quando non abbia più motivo di esistere”; un augurio della direzione artistica e di chi ha a cuore il rispetto dei diritti umani. Nel contesto dell’iniziativa, si recupera ed inserisce il TDoR Trans Day Of Remembrance del 20 novembre, una giornata che nasce dalla volontà di non dimenticare, ovviamente sostenuta dalla comunità LGBT+ per commemorare le vittime dell’odio e del pregiudizio verso le persone transgender.


L’incontro con Vladimir Luxuria proposto da Agedo, Arcigay Livorno e i partner della rete Albarosa ha ricordato Delia Vaccarello, la persona, l’autrice empatica, la giornalista, ma soprattutto l’importanza delle sue narrazioni, dedicandole il titolo “Evviva la neve” La Rinascita – un piccolo contributo video e parole di sincera amicizia, stima e rispetto da parte di Luxuria.

Condotta da Luca Dieci, l’intervista a Vladimir Luxuria è partita con la domanda secca e scontata (per niente) a fare chiarezza: “Cos’è d’avvero l’identità di genere? E Vladimir Luxuria con una saggia leggerezza di chi ha sofferto e conquistato tenendo duro e qualche battuta intelligente, ha spiegato:- “in realtà il concetto è semplice: identificarsi in un genere.

Chi nasce maschio e si sente uomo si identifica, così una donna. Mentre la persona che non si identifica nel genere anagrafico totalmente o parzialmente, viene chiamata transgender”. Tante le riflessioni ed i concetti discriminanti ancora troppo male interpretati, che generano odio e divisioni, sono emersi e stati trattati durante l’incontro.

A lungo argomentata l’importanza e la forza delle parole, la gestione di un disagio provocato da sentimenti e paradigmi negativi in generale. Tutta l’ignoranza che solo per adesso resta tale, soprattutto in conseguenza all’affossamento del DDL Zan.

Non è possibile una cronaca integrale dell’incontro del 26 novembre, quello che resta sono non poche parole dense di significato, meritevoli di un medley di citazioni di questa donna trans fantastica: < una violenza e’ una violenza> < io devo molto anche a Wladimiro per quella che sono, non nasciamo in un corpo sbagliato; nasciamo in un mondo sbagliato >< sono molto grata ai gay e alle lesbiche che non hanno voluto sacrificare l’identità di genere pur di far approvare la legge Zan e sono grata a Zan che non ha voluto scendere al compromesso di togliere l’identità di genere pur di avere una legge> . Veramente di grande ispirazione per ogni persona; ricordando che la persona trascende l’identità di genere e non solo.

Tiziana Etna

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