L’ex Silos: recupero funzionale di archeologia industriale e attrattore del turismo. I “Silos Granari Calata Punto Franco a Livorno”

Una struttura , quella del “Silos Sgarallino”, una pagina storica di Livorno, che oggi si presenta con una nuova storia da riscrivere. Situato in un’area destinata alle crociere, nel triangolo tra il molo Sgarallino, la calata Siena e la calata Carrara, il fabbricato da giugno diventerà il biglietto attrattore da visita con cui Livorno si presenterà ai turisti.

Lorenzo Riposati, Amministratore Unico Porto Industriale srl ci illustra il recupero funzionale della struttura. Con lui il collaboratore Antonio Morozzi, restauratore dii manufatti del Silos.
Chi sono gli attori dell’iniziativa di questa rigenerazione di architettura industriale?
Ha detto il presidente Riposati
“È stato sviluppato un progetto in una visione di archeologia industriale, applicato sui “Silos Granari Calata Punto Franco a Livorno.
L’iniziativa, promossa da Porto Immobiliare s.r.l. ha la finalità del recupero funzionale di questi fabbricati nel contesto più ampio della rigenerazione urbana, dal quale emergono spunti di analisi e concept sul recupero funzionale dell’ex Silos Granai”.
Che conclude
“È stata questa la sfida affrontata che auspichiamo possa essere un’occasione importante per il waterfront cittadino e per l’economia territoriale”.
Ha precisato l’Amministratore Unico
“Porto Immobiliare promuove iniziative a sostegno della riqualificazione del waterfront riteniamo che oggi non esista innovazione valida che non si accompagni ad un percorso di valorizzazione della tradizione storica di una realtà cittadina e il Silos può diventare davvero un nuovo punto di contatto tra la città e il suo porto”.
Rilancia e conferma Antonio Morozzi, di lui abbiamo apprezzato il recupero di manufatti e dispositivi dei sistemi meccanici degli impianti di raccolta e separazione delle sementi.
La struttura architettonica del silo livornese in cemento, per lo stoccaggio e l’insilamento di cereali, posto sulla banchina del porto franco, ha innovativi sistemi di stivaggio all’interno di torri in calcestruzzo, compresi i sistemi meccanici di sollevamento e insilamento delle merci come elevatori di tazze, nastri trasportatori, coclee, tramogge che trovarono nello stile razionalista degli anni Venti e Trenta la forma architettonica del silo.
Gli ambienti di lavoro visitati sono sani, luminosi e accoglienti, in grado di trasmettere un senso di ordine, coerenza e solidità.
Riposati e Morozzi ritengono che la riqualificazione ed il recupero dei Silos Granari è un intervento altamente strategico per la città di Livorno, sia dal punto di vista architettonico/urbanistico che da quello turistico/economico. «La città – hanno detto – ha bisogno di un’architettura di altissima qualità, soprattutto in contesti urbani delicati e molto qualificati come quelli rappresentati dall’intero ambito della Fortezza Vecchia, un vero gioiello dell’architettura militare a livello europeo. La localizzazione del Silos e la strettissima relazione con il Terminal delle Crociere può avere significative implicazioni e ricadute in termini di attrattività turistica».
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