CRONACA Livorno

Moby Prince 30 anni dopo, Livorno non dimentica

Sono passati 30 anni da sciagura dove morirono 140 persone dopo la collisione tra il Moby Prince e la petroliera Agip Abruzzo

Fotografia di Riccardo Repetti

La più grande tragedia della Marina Mercantile dal dopoguerra ad oggi

Livorno, 10 aprile 2021 – Sono passati ormai 30 anni da sciagura, durante la quale il 10 aprile 1991, morirono 140 persone. Quella sera il Moby Prince entrò in collisione con la petroliera Agip Abruzzo al largo del Porto di Livorno. Nel rogo, successivo allo scontro tra le due navi, perirono 140 delle 141 persone, tra equipaggio e passeggeri, a bordo del Moby Prince. L’unico superstite fu il giovane mozzo napoletano Alessio Bertrand, portato in salvo da due ormeggiatori, che riceveranno un riconoscimento proprio oggi dal Primo Cittadino.

Moby Prince 30 anni dopo, Livorno non dimentica
Fotografia di Riccardo Repetti

Il disastro del Moby Prince è la più grave tragedia, che abbia colpito la Marina mercantile italiana dal dopoguerra ad oggi. Purtroppo dopo anni di lotte per la verità lo scorso anno arrivò un altro chiaffo alle vittime del Moby Prince. Dopo i risultati della Commissione di inchiesta parlamentaredel 22 gennaio 2018, che avevano ristabilito la verità, il Tribunale di Firenze, che accolse la tesi dell’Avvocatura di Stato. Ovvero per il decorso del termine di due anni, la sentenza penale della Corte di Appello di Firenze N. 415 del 5.2.1998 ormai era divenuta irrevocabile.

E’ notizia di questi giorni che la commissione Trasporti della Camera dei Deputati ha finalmente approvato il testo unificato delle tre proposte che istituiranno la nuova inchiesta parlamentare sulla sciagura del Moby Prince. Il nuovo organo parlamentare ha lo scopo di “accertare con la massima precisione le cause della collisione del traghetto con la petroliera statale Agip Abruzzo” e nel particolare “le circostanze della morte di centoquaranta persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio”. Dopo 30 anni Livorno non dimentica

Per leggere i nostri articoli vai sulla nostra pagina Facebook oppure sul nostro giornale on line e anche sul nostro canale Telegram

Leggi anche

Continua a leggere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.