CRONACA Codogno

Covid, 21 febbraio: in Italia tutto ebbe inizio un anno fa

In 365 giorni quasi 100.000 morti solo in Italia, 316 a Livorno

In 365 giorni quasi 100.000 morti solo in Italia, 316 a Livorno.

E’ passato un anno, sembra sia trascorso un secolo; il 21 febbraio dello scorso anno il mondo era diverso, più spensierato, più lieve. Le notizie di quella che era “poco più di una semplice influenza” in Cina, arrivavano soffuse e quasi oscurate. Invece, erano solo l’incipit di una brutta, bruttissima storia della quale ancora non si intravede la fine, finora lastricata, solo in Italia, di oltre 95.000 morti. Quel 21 febbraio scatta l’allarme in Italia, lo dà l’assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera, fino ad allora sconosciuto ai più – poi diventerà volto noto a tutta Italia per le sue conferenze stampa, prima di essere silurato a favore di Letizia Moratti -, dà notizia del primo contagio da Covid-19 nel nostro Paese. E’ A Codogno, un piccolo paese in provincia di Lodi; poche ore dopo arriva la news di un altro focolaio, in provincia di Padova, a Vo’ Euganeo.

Il numero dei contagiati aumenta esponenzialmente e da quel giorno nulle è più come prima; il Governo ordina “misure speciali” per contenere il contagio, poche settimane dopo arriva la chiusura completa del paese, il “Lockdown”, una parola con la quale impariamo a convivere. Da lì è un calvario, si arriva fino a 1000 decessi al giorno, e quando l’epidemia sembra contenuta l’errore esiziale, arriva il “libera tutti” ed il virus si propaga dovunque, anche in quelle Regioni, come la nostra, dove la prima ondata aveva fatto pochi danni.

Il resto è cronaca, le mascherine, il distanziamento sociale, gli affetti lontani, ed anche una certa, bruttissima, abitudine al conto dei morti; l’economia arranca, il Governo prova a mettere una pezza, Conte si guadagna la stima di una bella parte del paese prima che Renzi lo metta all’angolo, adducendo motivazioni a dir poco farlocche. Ma questa è un’altra storia. Ed allora, un anno dopo, vaccino o non vaccino, polemiche, ristori, crisi economica, zone rosse, arancioni e gialle, la domanda è solo e soltanto una sola: quando finirà questo incubo ?

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