LAVORO ambiente

Circolo Culturale il Centro: “ENI come occasione di lavoro per i giovani”

La necessità di creare occasioni di lavoro per i giovani, come superare la crisi economica locale, come far sviluppare la città.

Lavoro operai
fonte: Regione Toscana
Riceviamo e pubblichiamo queste riflessioni sul mondo dei rifiuti e del lavoro

Livorno, 24 gennaio 2021 – Nei numerosi incontri aperti al pubblico (ante Covid), effettuati con esponenti politici e istituzionali cittadini, presso il nostro Circolo Culturale IL CENTRO, i temi di interesse  riscontrati sono sempre stati : la necessità di creare occasioni di lavoro per i giovani, come superare la crisi economica locale, come far sviluppare la città.

Anche il tema dei rifiuti è stato ricorrente,…

…sia come problematica in sè (metodologie smaltimento, etc..), sia come tema complementare e non di secondaria importanza per un potenziale sviluppo turistico della città. Perché è indubbio che una città pulita e ordinata è già di per sè una prima attrattiva per il turista.

Oggi si discute su due grandi temi.

La prevista chiusura del termovalorizzatore AAMPS e la ipotetica realizzazione di nuovi impianti ENI. A tale proposito vorremmo esprimere anche la nostra modesta opinione.

Per quanto riguarda il termovalorizzatore AAMPS,…

…riteniamo che questo abbia garantito e stia garantendo la sicurezza dello smaltimento dei rifiuti indifferenziati, assicurando alla città uno standard dignitoso  ed evitando emergenze rifiuti (vedasi Roma tanto per citare un brutto esempio).

E’ per tale motivo che pensiamo che l’eventuale spegnimento dello stesso non debba essere collegato ad una data, ma ad un serio programma industriale alternativo che garantisca comunque alla città uno standard di smaltimento rifiuti uguale se non migliore dell’attuale.

Rimane comunque, anche in questo ipotetico scenario, la dimostrazione della necessità di spesa dei soldi del contribuente per la chiusura di un impianto efficiente che, ci risulta,  risponde ai più severi criteri di certificazione EMAS, per la realizzazione di altri impianti che dovranno assicurare comunque standard paragonabili di smaltimento. Senza trascurare il problema occupazionale che questa scelta comunque creerà. Il tutto alla vigilia del conferimento dello stesso ad un nuovo soggetto imprenditoriale come ATO Costa che avrà una visione più complessiva dello smaltimento rifiuti.

Per quanto riguarda il dibattito sui progetti impiantistici ENI, in definitiva anche questi si collegano in maniera più vasta al ciclo dei rifiuti in quanto verrebbero a trattare materia prima/seconda (plasmix) e biomasse. In buona sostanza, con processi industriali verrebbero riciclati e riutilizzati in parte o in tutto residui che abbiamo prodotto per crearne altri utili ai fini energetici.

Questo è quello che viene richiesto di fare perché la soluzione non può essere solo inviare in altri Paesi i rifiuti dell’Italia.

Perché in ENI ?

Forse perché è l’azienda italiana che ha le tecnologie giuste e i mezzi per farlo, perché può investire cifre enormi per raggiungere questi risultati.

Per quanto riguarda il territorio i parametri finali riguardanti le emissioni dovranno essere migliori degli attuali. D’altra parte si tratta anche in questo caso di azienda con certificazioni e standard di alto livello.

Non entriamo nel merito tecnico della proposta perché riteniamo che possa essere discussa solo da chi ne ha ,le competenze.

Rileviamo però che se una azienda, quotata in borsa, decide di effettuare un investimento di centinaia di milioni, vi debbano essere solide basi tecnico ambientali perché questo vada in porto con successo. E un investimento di tale spessore non può che consolidare il tessuto industriale e occupazionale della città, alla  base, assieme al traffico portuale, dello sviluppo economico di Livorno.

Circolo Culturale IL CENTRO

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