Carrano disponibile a gettare sul piatto quasi 1,5 milioni di euro

Mentre la prima squadra è concentrata sulle prossime sfide, a partire da quella in programma questa sera alle 19:00 contro la Giana Erminio, dietro le scrivanie fervono le manovre per arrivare al tanto agognato aumento di capitale. Un aumento, quantificato in 2 milioni di euro, necessario per sistemare i conti societari e già deliberato nell’ultima assemblea dei soci. Tutto tranquillo allora ? Come direbbe il buon Lotito “Portare moneta, vedere cammello”; vediamo allora, stando alle nostre indiscrezioni, qual è la situazione attuale.
Carrano paga per tutti… ? O quasi
L’unica certezza è che il gruppo Carrano, detentore del 34 % delle quote amaranto parteciperà sicuramente all’aumento di capitale, mettendo nella società di via indipendenza 680.000 euro. Su questo non ci sono dubbi, così come è pacifico che anche Aimo, legato a doppio filo a Carrano, aderisca a quanto stabilito nell’ultima assemblea dei soci, versando sui c/c amaranto 360.000 euro, corrispondenti al suo 18 %. E qua finiscono le certezze. Dalle nostre accurate indiscrezioni, sembra che anche la famiglia Spinelli sia convinta ad aderire, versando 200.000 euro. Rimangono fuori l’ex presidente Navarra e Ferretti, detentori rispettivamente del 21 e del 17 % delle azioni amaranto.
Navarra e Ferretti, che fanno ?
Fino a qualche giorno fa sembrava che i due, in netta contrapposizione con il gruppo Carrano, non fossero intenzionati a scucire nemmeno un euro, ma ad oggi il loro mancato coinvolgimento non è poi così certo. Infatti l’ex presidente Aldo Spinelli sta operando in pressing, una sorta di “moral suasion”, sui due nel tentativo di convincerli ad aprire il portafoglio. Tutto sistemato allora ? Non proprio, solo il tempo dirà se il pressing ha avuto effetto. Se così non fosse, al conto della serva verrebbero a mancare la bellezza di 760.000 euro, la somma di quanto dovuto da Navarra (420.000) e Ferretti (340.000), ed ecco che Carrano getterebbe sul tavolo il jolly, e che jolly ! Il suo gruppo aggiungerebbe la quota mancante, sborsando sì una somma rilevante (complessivamente, quasi un milione e mezzo di euro) ma che gli permetterebbe di garantirsi, in virtù dei patti parasociali in essere, la maggioranza assoluta delle azioni, e la conseguente libertà di azione nella gestione della gloriosa società di Via Indipendenza.
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