Prima e dopo il DPCM; come cambieranno i settori dove sono state imposte le nuove stringenti disposizioni.

Livorno, 25 ottobre 2020 – La nuova disposizione del Governo, a causa nelle stringenti norme anticontagio, metterà definitivamente in ginocchio molte attività, in seguito alla norma che ne prevede la chiusura alle 18:00. Certi servizi infatti sono stati definiti “non essenziali”; non si parla solo di ristorazione, ma anche dei settori della cultura e dell’estetica. Così abbiamo intervistato Fabio Sanna, il titolare della “Cantina Senese”, per capire l’impatto delle nuove disposizioni.
Cosa è cambiato dopo l’ultimo DPCM?
“Fra qualche giorno potrò essere più preciso, ma è praticamente certo che il delivery non sopperirà il servizio ai tavoli, salvo piacevoli sorprese, ma la vedo dura. Purtroppo ho già dovuto fare a meno di due persone.”
Serviranno degli aiuti?
“Il Governo li ha promessi, ma serve che siano dati in tempi stretti, altrimenti la situazione diventerebbe drammatica, come è successo in altre città, a causa dell’inasprirsi delle tensioni sociali. Poi voglio sottolineare un dato di fatto: …
…gli assembramenti incontrollati …
non avvengono dentro le nostre attività all’interno delle quali già seguivamo severe disposizioni, piuttosto all’esterno o sui mezzi di trasporto; in pratica dove le persone si accalcano senza che ci siano i controlli.”
Cosa andrebbe fatto?
“Lo abbiamo già proposto, come associazione, dal 18 maggio: serve la presenza delle Forze dell’Ordine, non per fare le multe, ma per indurre, con la loro presenza, le persone a rispettare distanziamento e indossare le mascherine anche fuori dai locali. Ripeto, nei locali le disposizioni vengono rispettate e noi abbiamo anche sborsato diversi soldi per far sì che i nostri clienti godano dei nostri piatti in sicurezza.”
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