COLLESALVETTI agricoltura

Casa Mondini: “Agricoltura in crisi, servono aiuti veri, altrimenti non ci rialzeremo più”

Incassi diminuiti, investimenti incerti: choc economico dell’agricoltura a Collesalvetti. Luca e Manuela, due imprenditori della società agricola “Casa Mondini”, lanciano l’allarme

Incassi diminuiti, investimenti incerti: choc economico dell’agricoltura a Collesalvetti. Luca e Manuela, due imprenditori della società agricola ” Casa Mondini”, lanciano l’allarme.

Continuiamo il nostro viaggio sul territorio del Comune di Collesalvetti della provincia di Livorno, per comprendere quali siano le criticita’ di un comparto, duramente dalla crisi.

Per capirne di più abbiamo incontrato Luca e Manuela, imprenditori agricoli.

La loro azienda, “Casa Mondini”, è una società agricola. L’ allevamento ovino è un loro fiore all’occhiello per la qualità pregiata e ricercata che allevano, la razza Garfagnina, uno dei tre allevamenti presenti in Toscana.

Il settore dell’ allevamento, se mantiene una sua stabilità, è grazie ai contributi che sono erogati dalla Regione Toscana, a tutela e valorizzazione di questa razza ovina. L’ azienda produce anche miele, marmellate, cereali per mangimi e farine, farro e foraggio.

L’appello di Luca e Manuela

Il loro appello è indirizzato alla necessità, per il settore agricolo, di un intervento rapido per ovviare alle problematiche sorte con l’emergenza Coronavirus, fondamentali in questa parte dell’anno, in cui ci si avvia alle semine per l’autunno, e a quello dei mancati incassi dalla vendita dei prodotti. “In particolare nel comune di Collesalvetti, per portare a termine le lavorazioni agricole ” affermano .

Un Allarme raccolto e condiviso

L’allarme è raccolto e condiviso dagli imprenditori agricoli del comune, messi in ginocchio, dall’ emergenza pandemica. “Nel nostro settore, a differenza di altri, le conseguenze si protrarranno molto più a lungo. I lavori nei campi sono ridotti al minimo: sia la raccolta che la semina sono a forte rischio”, affermano Luca e Manuela, proprietari dell’ azienda situata in località Tanna. Un problema riscontrato anche da altre aziende incontrate, del settore vinicolo, di coltivazione e allevamenti.

I contributi assistenziali non risolvono. Occorrono politiche strutturali

“L’erogazione dei contributi agricoli, che abbiamo ricevuto in tre tranche, per favorire lo svolgimento dei lavori nelle campagne – secondo Luca Mondini – può essere un primo strumento utile per fronteggiare la crisi. Una boccata di ossigeno per fare fronte a un urgente bisogno di liquidità”.

Contano le politiche strutturali

“Ma ciò che conterà di più sono le politiche strutturali che verranno attuate nei prossimi mesi – sottolinea – perché la vera emergenza inizierà a breve, da questo autunno, quando dovremo fare i conti con le tasse da pagare, spese correnti e ratei , macerie lasciate dal virus”.

Perdite economiche per l’ invenduto o deprezzamento

“In queste ultimi periodi – prosegue Mondini – ho investito del capitale in sementi che non porteranno prodotti da vendere. Per cui sono già consapevole che tra qualche mese verranno a mancare incassi pesanti”.

Luca è ancora più preciso nella conta delle perdite a causa dell’ emergenza: “Io produco sia foraggio venduto in Italia , che cereali venduti al Consorzio; sul piano agricolo, la vendita dei foraggi e dei cereali hanno risentito eccessivamente del blocco, e il volume degli incassi è sicuramente calato. Purtroppo le perdite, in prospettiva, saranno alte”.

Molte aziende sono costrette a svendere la produzione, perché il mercato ha capovolto il valore di un prodotto, deprezzandolo al punto che i costi di produzione non vengono coperti. Una variabile in caduta rispetto agli anni ‘ 90.

foto di Laura Petreccia
Confagricoltura: “Reagire allo choc economico”

Secondo Confagricoltura l’aiuto che lo Stato dovrà dare all’ agricoltura non potrà essere indiscriminato e generalizzato. Anche all’interno del comparto agricolo ci sono realtà differenti tra di loro.

Esempio, l’ortofrutta ha retto il colpo meglio della florovivaistica.

Serviranno politiche di sostegno differenziate e calcolate sulla base dei reali danni subiti.

L’ emergenza ha assunto contorni macroeconomici che richiedono misure nazionali ed europee in grado di limitare lo choc socioeconomico e sostenere le imprese sotto il profilo della logistica, dei trasporti e della mobilità della manodopera.

Indispensabile anche un intervento a sostegno della liquidità. E, cosa ancor più importante, quando gli imprenditori andranno a richiedere il credito, gli istituti bancari non potranno guardare esclusivamente alla situazione finanziaria dell’azienda, perché altrimenti si innesterebbe un circolo vizioso nel quale chi ha più bisogno è anche un debitore inaffidabile, destinato al fallimento.

La filiera corta del made in Italy

Secondo Luca e Manuela ciò che più aiuterà il settore agricolo italiano nella ripresa sarà la liquidità alle imprese con garanzia dello Stato, favorire le filiere agro-alimentari del made in Italy tra innovazione e tradizione, lo sviluppo di una cultura produttiva basata sulla qualità delle eccellenze.

Da troppi anni l’agricoltura si trascina avanti per inerzia: a ogni crisi economica o calamità naturale corrispondono decine di chiusure e fallimenti.

Manca l’incentivo da parte della politica nel ricambio generazionale: i giovani si formano e investono malvolentieri nell’agricoltura perché non ne vedono i vantaggi.

L’ appello è di acquistare nella filiera toscana, favorire la tutela e la qualità del prodotto, troppo spesso preferito ad alimenti di provenienza estera che sugli scaffali si vendono a cifre bassissime ma che non sono garanzia di bontà e di sicurezza.

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