Viaggio tra gli Apicoltori in un momento in cui la precarietà diventa un massimo comune denominatore per molte categorie che lavorano nel mondo dell’ambiente
Viaggio tra gli Apicoltori in un momento in cui la precarietà diventa un massimo comune denominatore per molte categorie che lavorano nel mondo dell’ambiente.
Abbiamo strutturato gli incontri su una serie di domande rivolte agli operatori:
Quali sono le problematiche che stanno affliggendo il settore apistico in Toscana da nord a sud?
Cosa significa fare apicoltura nel 2020?
Quali sono le storie dei nostri apicoltori?
Queste sono solo alcune delle domande che abbiamo rivolto agli apicoltori che abbiamo visitato durante il nostro percorso.
Le risposte che abbiamo ricevuto ci hanno fatto riflettere.
I principali problemi sono legati ai cambiamenti climatici, all’abuso di pesticidi in agricoltura e alla scarsa valorizzazione di un prodotto, il miele, che ci viene invidiato in tutto il mondo per la sua qualità e genuinità.
Il nostro è stato un viaggio lungo, che ci ha portati in molte realtà di apicoltura, dove abbiamo avuto la fortuna di incontrare i nostri apicoltori e di parlare con loro del loro lavoro e di cosa significa fare apicoltura nel 2020.
Dal nostro confronto diretto con questi apicoltori, emergono delle problematiche comuni. Per sintetizzare una delle questioni che più interessa il settore, potremmo dire che “i fiori non fanno più i fiori”. Che significa?
L’effetto dei cambiamenti climatici
I cambiamenti climatici stanno ostacolando non poco l’apicoltura e il benessere delle api.
Inverni miti, primavere precoci, ma segnate da piogge torrenziali e gelate, estati torride e secche rendono la raccolta di nettare difficile per le api.
I motivi sono due:
Il primo è che le api non sono mai nella condizione ottimale al momento giusto. I ritmi legati alle stagioni ne son l’esempio lampante In primavera inoltrata, quando la famiglia è in continuo sviluppo se il maltempo è prolungato, gli alveari, che contano decine di migliaia di api, non hanno più modo di sostentarsi, perché ci sono troppe api e poco nettare da raccogliere.
Il secondo sempre legato a un meteo instabile che produce effetti anche sulle piante e sulla loro capacità di produrre nettare. Vento, freddo o temperature surriscaldate “bloccano” la pianta.
Questo incide negativamente sulle api, che rischiano letteralmente di morire di fame.
L’uso dei pesticidi
Un grave problema è quello rappresentato dall’utilizzo sconsiderato e massivo di pesticidi in agricoltura.
Aumentano gli episodi di moria per avvelenamento e questo porta al collasso di interi apiari, causando danni incredibili sia all’apicoltore che all’ambiente.
L’equilibrio biologico tra agricoltura e apicoltura è vitale per il benessere di entrambi i settori.
Malattie dell’alveare
Da non sottovalutare le malattie e le patologie dell’alveare.
La più temuta è la Varroa Descructor, un parassita che si nutre dei corpi grassi delle api e che le indebolisce al punto tale da renderle estremamente vulnerabili a virus e altre malattie.
L’infestazione di Varroa può portare al collasso completo della colonia. Va affrontata con le giuste tempistiche, per evitare contagi anche agli alveari circostanti.
La valorizzazione di un prodotto come è il miele è fondamentale per un paese che, come il nostro, può vantare più di 50 varietà uniflorali diverse.
Valorizzare un prodotto di qualità, valorizzare il miele prodotto nei nostri territori.
Il miele è infatti espressione del territorio in cui viene prodotto e racchiude la ricchezza della biodiversità dei luoghi in cui le api raccolgono polline e nettare. È frutto del duro lavoro delle api e degli apicoltori che le curano.
Infatti in quel vasetto sono racchiusi sacrifici, sforzi per contrastare un mondo che sembra dimenticare questo lavoro e predilige un mercato che tende a lasciare via libera a un miele estero che non rispetta i nostri rigidi standard qualitativi, ed in qualche caso, creato anche in laboratorio che ha solo la consistenza è il sapore del miele.
Crediamo che l’apicoltura sia un settore estremamente importante e merita impegno nella conoscenza.