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Il Comune di Livorno rimuoverà 3000 tonnellate di rifiuti urbani dalla ex Lonzi Metalli. Accordo con la Regione

Lonzi

Accordo Regione-Comune di Livorno per rimuovere 3000 tonnellate di rifiuti urbani dalla ex Lonzi Metalli

Accordo Regione-Comune di Livorno per rimuovere 3000 tonnellate di rifiuti urbani dalla ex Lonzi Metalli.

Entro settembre la rimozione

Comune di Livorno (assessora Giovanna Cepparello) e Regione Toscana (assessora Federica Fratoni) hanno firmato un accordo per avviare in tempi brevi, entro il mese di settembre , la rimozione di 3000 tonnellate di rifiuti (su un totale di 7800) dall’impianto della ex Lonzi Metalli, rimasti nelle aree della società di via del Limone dopo il suo fallimento e la chiusura.

Come illustra l’assessore all’Ambiente del Comune di Livorno Giovanna Cepparello, i rifiuti che verranno tolti dal Comune (che si sta attivando per affidare l’incarico ad Aamps) in virtù di questo accordo, sono sia quelli urbani, che non richiedono analisi per la loro classificazione (come alcune tonnellate di plastica,carta,legno, alluminio, pneumatici), che il percolato delle acque di dilavamento che invece richiede analisi (ovvero quello finisce dopo la pioggia nelle vasche di stoccaggio, con rischio, essendo le vasche piene, di contaminazione per l’ambiente).

Lo scorso febbraio revocata l’AIA

Nel febbraio scorso, dopo il fallimento della Lonzi, la Regione aveva revocato l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) e intimato alla società di allontanare in tempi brevi i rifiuti dall’impianto (previa caratterizzazione e successiva predisposizione di un piano, nonché messa in atto di adempimenti per evitare l’insorgenza di problematiche ambientali).

Vista l’inerzia della ex Lonzi, la Regione ha messo in atto le procedure per affidare a terzi l’esecuzione della rimozione dei rifiuti.

L’Arpat ha sollecitato la rimozione

Durante l’intervento di messa in sicurezza d’emergenza dell’impianto, Arpat ha sollecitato la rimozione, in tempi brevi, di varie tonnellate di rifiuti che non richiedono come detto analisi ma che rappresentano un pericolo per gli incendi in modo da liberare spazio e limitare le problematiche legate al rischio ambientale e al rischio incendi, più il percolato, nell’attesa della caratterizzazione dei restanti rifiuti che necessitano invece di analisi.

A questo scopo appunto la Regione ha stipulato l’accordo con il Comune, che si è reso disponibile a togliere intanto percolato e rifiuti che non richiedono analisi, mettendo a disposizione dell’Ente locale le risorse, ovvero 250 mila euro per la rimozione, comprensiva della redazione preventiva di uno specifico piano, verificato dalla Regione stessa e da Arpat, con l’affidamento dell’operazione a un soggetto specializzato.

Il Comune sta già lavorando per affidare l’intervento ad Aamps, trattandosi di rifiuti urbani.

Le risorse copriranno anche lo svolgimento dell’attività di sorveglianza con supporto di Arpat e la rendicontazione dell’operazione.

Parallelamente la Regione ha avviato la procedura in danno alla ex Lonzi Metalli, con eventuale messa in riscossione, qualora le spese di questa operazione non fossero coperte dalla fideiussione che la società di via del Limone aveva messo a garanzia della Regione stessa.

Le parole dell’assessore Cepparello

“Si tratta di un primo passo importante per mettere in sicurezza una vera e propria emergenza ambientale che ha funestato il nostro territorio.

Procederemo nei mesi successivi, in sinergia con la Regione, per liberare l’intero impianto dai rifiuti.

Questo era e rimane il nostro impegno. Desidero ringraziare l’Assessora Fratoni, cofirmataria dell’accordo, e il Consigliere Gazzetti che ha seguito la vicenda, nonchè i tecnici di Regione e Comune e l’Arpat.”

Fonte: Comune di Livorno

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