“Pisa M….”, quando una battuta diventa tragedia
“Pisa M….”, quando una battuta diventa tragedia.
Una “boutade”, magari di pessimo gusto, ma comunque una “boutade”, trasformata in tragedia, ai tempi di tragedia vera.
Ogni riferimento a quanto sta avvenendo alla nostra concittadina Virgina Insolia, infermiera presso l’ospedale di Pisa, non è puramente causale.
Infermiera, si badi bene, non presso un reparto qualsiasi, ma quello che da un mese a questa parte è sotto pressione, quello riservato ai malati Covid.
Virginia, avendo perso una scommessa con un collega, ha scritto sulla schiena della tuta con la quale deve entrare in reparto per evitare ogni possibile contagio, come segno distintivo, obbligatorio per tutti per facilitare il riconoscimento durante il lavoro, la scritta “Pisa M….”.
E fin lì non è successo nulla, con i colleghi pisani che hanno preso la scritto per quello che era, una goliardata, magari fuori luogo e fuori tempo, ma comunque tale.
Il problema è esploso quando Virginia ha pubblicato la foto sul suo profilo FB; apriti cielo, spalancati terra: anziché prendere le due parole per quello che erano, una semplice goliardata, magari di dubbio gusto, c’è stata una rivolta planetaria da parte dei cittadini della città della torre pendente.
Anzichè rispondere con un bel “Livorno M….”, si è sparato a palle incatenate su Virginia, arrivandone addirittura a chiederne il licenziamento, dimenticando tutto lo stress che l’infermiera subisce ogni giorno quando entra al lavoro.
Del resto, siccome infermieri in questo periodo ce ne sono tanti, perderne una così solerte e diligente sarebbe una iattura, e neanche piccola.
Ma questa è un’altra storia…
Invece si è riaperta l’atavica guerra verbale tra pisani e livornesi, già stucchevole in tempi di pace e di globalizzazione, figuriamoci in questi, minati quotidianamente dalla guerra senza quartiere al Coronavirus.
L’infermiera, una che, non dimentichiamolo mai, rischia la vita ogni giorno, è stata attaccata pesantemente dai tanti leoni da tastiera, di nerazzurro vestiti, che ne chiedevano addirittura il licenziamento.
Non una gran mossa in tempi di Coronavirus; alla fine la bella Virginia ha scritto un post nel quale chiedeva scusa di quanto scritto, ribadendo che si trattava di uno scherzo con un amico pisano.
Ecco allora, amici cari, siate voi di nerazzurro o di amaranto vestiti, diamo il giusto peso alle cose, ed evitiamo di avvitarci in polemiche assurde come queste, a maggior ragione in tempi di Coronavirus, tanto, lo sappiamo tutti, per i pisani vale “Livorno M…..”, per i labronici “Pisa M….”