Dopo l’inchiesta appara su alcuni quotidiani riguardo le RSA, siamo stati contattati da vari lettori preoccupati di quanto sta accadendo. Tra questi uno, che indicheremo con RDV, ci ha parlato della propria esperienza lavorativa, o quasi, all’interno di una di queste strutture. E’ iniziato così il nostro viaggio per capire cosa accade nelle RSA.

“Buongiorno mi scusi se la disturbo…” è iniziato così il colloquio con RDV, che ha cortesemente risposto alle nostre domande.
D) Lavora in questa struttura di cui mi hai parlato?
R) No, vi sono andato per un colloquio di lavoro, ma non ne ho fatto di niente perché non ero affatto convinto
D) Quando è andato ?
R) Il colloquio l’ho fatto mercoledì 1 aprile, mio figlio ha visto l’annuncio in un ufficio davanti all’ospedale dove di solito vengono lasciate offerte di impiego e curriculum. Così mi disse di andare nella sede alle 16:00, l’orario in cui avevano comunicato di fare i colloqui. Prima lo hanno fatto ad una ragazza poi sono entrato io.
D) Il colloquio di lavoro è stato fatto in sicurezza? Come si è svolto?
R) La conversazione si è svolta ad una certa distanza e la persona, che mi stava intervistando per il lavoro in questione, ad un certo punto mi chiese di togliermi la mascherina per vedere il mio volto non coperto. La cosa mi ha lasciato perplesso, ma comunque ho fatto ciò che mi era stato chiesto.
Successivamente questa persona mostrò tre scatole, contenenti i dispositivi individuali di protezione, comprese le mascherine e mi disse, che nella struttura era presente uno spogliatoio dove cambiarsi e lì ce ne erano altri a disposizione.
Successivamente accedemmo ad un’altra parte della struttura, fino ad arrivare al salone, dove erano presenti 10 anziani a vedere la TV. Qua è arrivata la prima doccia fredda. Una ospite della struttura si alzò e si diresse verso di noi, chiedendo a me e alla persona, che mi stava facendo il colloquio, dove mi ero procurato la mascherina, supplicando di averne una anche lei, perché le avevano fornito solo un pezzo di stoffa ritagliato artigianalmente.
D) Quando ha saputo che c’erano dei malati di Coronavirus ?
R) Degli anziani tossivano continuamente durante il colloquio, ma in quel momento non ho dato peso alla cosa. Ma poi un parente mi ha detto di lasciar perdere, perché sul giornale risultavano presenti molti pazienti affetti da coronavirus nelle RSA, ed in particolare proprio dove avevo fatto il colloquio. Così mi ricordai le parole che mi erano state dette durante l’intervista “sicuramente c’erano dei contagiati, ma non si poteva sapere quanti perché sarebbero serviti i tamponi”
D) Ha da aggiungere altro?
R) Ho un caro amico, che lavora nella struttura in questione. Avrei dovuto fare la prova insieme a lui se avessi accettato la proposta lavorativa. Da pochi giorni è in malattia a casa con una febbre molto alta. Ma il giorno del colloquio l’ho visto all’RSA intento a lavorare. Sono preoccupato per la sua salute, è per questo che ho voluto concedere questa intervista
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