Sabato 29 febbraio del corrente anno l’ex-Sindacalista ed ex-sostenitore del M5S, Riccardo Angiolini si è trovato ad un confronto diretto a una delle tante Agorà del Movimento Cinque Stelle sul tema del Reddito di Cittadinanza
Sabato 29 febbraio del corrente anno l’ex-Sindacalista ed ex-sostenitore del M5S, Riccardo Angiolini si è trovato ad un confronto diretto a una delle tante Agorà del Movimento Cinque Stelle sul tema del Reddito di Cittadinanza, alla Bottega del Caffè in via Caprera al quartiere Venezia.
Egli ha cercato di dare spiegazione tecnica più approfondita sul punto più saliente del Reddito stesso.
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Egli ritiene che il precedente governo Giallo-Verde ha fatto bene ha istituire questa misura economica così importante per combattere l’indigenza e la povertà assoluta con la cifra di 780€, poiché egli è anche un vero conoscitore del Consiglio Europeo 92/441 della commissione José Da Silva Peneda a cui lui partecipò all’età di trent’anni.
Però egli afferma che imitando il modello Europeistico la cifra non può e non deve essere scorporata dal contributo dell’affitto, sia che uno abiti nella residenza privata o che parimenti viva in un contratto d’affitto delle Case Popolari.
Conlcude
Il perché nasce da una sua attenta riflessione, che fece in passato anche il garante del Movimento stesso,Beppe Grillo che la soglia minima di povertà è proprio la somma sopracitata, 780€.
Questa somma caso mai, secondo l’ex-Sindacalista dovrebbe essere il punto di partenza e non il punto d’arrivo, perché se tu mi scorpori la cifra, egli afferma, a una persona indigente, che vive nelle case popolari, sarà sempre sotto la soglia minima di povertà, con i famosi 480 € mensili.