Nuovo stop per l’economia, forse migliorerà , ma Pil al palo se si alza l’Iva

Il prodotto interno lordo nel 2020 dovrebbe aumentare dello 0,7%, ma solo se il governo troverà il modo di disinnescare le clausole di salvaguardia che provocherebbero l’aumento dell’Iva. Altrimenti avverte l’Upb- la crescita reale si fermerebbe allo 0,4%.
L’Ufficio parlamentare di bilancio spiega come “occorrerà attendere la seconda parte dell’anno per intravedere qualche segnale di recupero. Quanto più l’orizzonte di previsione si allunga, tanto più crescono incertezza e potenziali incognite”
I consumi delle famiglie beneficerebbero delle misure a sostegno del reddito e del miglioramento del mercato del lavoro nel primo trimestre misurato dalle ore lavorate grazie alla componente a tempo indeterminato che ha più che compensato la forte riduzione dell’occupazione a termine. Anche se non sembra tuttavia sufficiente ad allentare l’incertezza di famiglie ed imprese.
”Le difficoltà del commercio, in particolare dei piccoli, sembrano ormai strutturali. C’è bisogno di un intervento urgente per fronteggiarla: chiederemo al governo di aprire un tavolo di crisi”, spiega Patrizia De Luise, presidente di Confesercenti. ”Se si pensa che, in media, ogni piccolo negozio che chiude crea due disoccupati, è chiaro che ci troviamo di fronte ad una crisi aziendale gravissima, anche se nessuno sembra accorgersene. Persino il commercio su aree pubbliche è in difficoltà, messo a terra da un caos normativo che ha accelerato la marginalizzazione dei mercati e il dilagare dell’abusivismo”.
E non è un problema dei soli commercianti: “gli effetti collaterali della crisi del settore si estendono anche alla dimensione sociale e urbana. La tradizionale rete di vendita aiuta a dare identità ad un luogo e rende maggiormente attrattive le aree urbane. Per le quali il commercio è un settore economicamente significativo, che contribuisce a produrre reddito locale ed occupazione”, aggiunge.
”È necessaria un’azione organica, ad ampio spettro, per restituire capacità di spesa alle famiglie e per accompagnare la rete commerciale nella transizione al digitale, creando le condizioni per una leale competizione con il canale Web’
Laura Petreccia, Vito Capogna
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