L’attacco alla “Base Maestrale” in Iraq

Era il 12 novembre del 2003 ore 10.40 a Nassiriya, momento in cui la guerra irruppe nelle case degli italiani con la notizia dell’attentato. In quel tragico giorno morirono 19 italiani, 12 Carabinieri, 5 militari dell’Esercito, un cooperatore internazionale e un regista.
Rimasero uccisi anche 9 iracheni e feriti 58. Da sei mesi era cessato il conflitto in Iraq. La risoluzione Onu prevedeva la presenza degli Stati interessati al processo di rinascita del Paese. L’Italia era impegnata nella missione di peacekeping “Antica Babilonia”, incentrata su obiettivi di mantenimento dell’ordine pubblico, addestramento delle forze di polizia locali, gestione dell’aeroporto e aiuti alla popolazione.
Nassiriya 12 novembre 2003, ore 10.40 locali, quando un camion cisterna carico di morte tenta di irrompere nella base MSU (Multinational Specialized Unit) italiana dei Carabinieri.
Il carabiniere Andrea Filippa, di guardia all’ingresso della base “Maestrale” capisce subito cosa sta accedendo, apre il fuoco riuscendo a uccidere i due attentatori suicidi a bordo, ma chi aveva il comando mortale nella mano, poco prima di spirare fa esplodere il camion, tant’è che l’esplosione non avviene all’interno della caserma ma sul cancello di entrata, evitando così una strage di più ampie proporzioni.
L’attentato provocò 28 morti, 19 italiani e 9 iracheni.
Gli italiani furono:
i Carabinieri: Maresciallo Aiutante Massimiliano Bruno, Sottotenente Giovanni Cavallaro,
Brigadiere Giuseppe Coletta, Appuntato Andrea Filippa, luogotenente Enzo Fregosi, Maresciallo Capo Daniele Ghione, Appuntato Horacio Majorana, Brigadiere Ivan Ghitti, Vicebrigadiere Domenico Intravaia, Sottotenente Filippo Merlino, Maresciallo Aiutante Alfio Ragazzi, Maresciallo Aiutante Alfonso Trincone.
i militari dell’Esercito italiano: Capitano Massimo Ficuciello, Maresciallo Capo Silvio Olla, Primo Caporal Maggiore Alessandro Carrisi, Caporal Maggiore Capo Scelto Emanuele Ferraro, Caporal Maggiore Pietro Petrucci,
i civili italiani: cooperatore internazionale Marco Beci, regista Stefano Rolla.
Nell’azione rimasero feriti altri 19 carabinieri e Aureliano Amadei, aiuto regista di Stefano Rolla.
In tutto i feriti nell’azione terroristica furono 58.
I primi soccorsi furono prestati dai Carabinieri superstiti stessi, dalla nuova polizia irachena e dai civili del luogo.
Il Comando dell’Italia, nella “Base Maestrale”, era a 7 Km da Nassiriya. Gli accertamenti successivi stabilirono che la detonazione fu causata da 150 a 300 Kg di tritolo miscelati a liquido infiammabile. La più grande disgrazia per le forze armate italiane dalla fine della seconda guerra mondiale.

Vito Capogna, Laura Petreccia
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