Appuntamento giovedì 16 aprile alle ore 21.30

Ai Magazzini Generali prosegue il programma primaverile Águas de Março, a cura di Juan Pablo Macias e Alessandra Poggianti, in collaborazione con Mowan, Nina e Ambient Noise.
Il prossimo appuntamento è in calendario giovedì 16 aprile alle ore 21.30, con uno spettacolo che mette in dialogo due mondi, due epoche e due diverse traiettorie esistenziali.
Da una parte, la rotta del Galileo, attraversata dai contadini in cerca di una nuova vita, che restituisce la drammatica e toccante vicenda dell’emigrazione italiana dell’Ottocento verso il Sud America.
Dall’altra, quella contemporanea a bordo di una nave della Royal Caribbean, dove prende forma la storia del signor Whitman, tra avventure estreme e visioni inquietanti: un viaggio interiore tra paure e desideri, immerso nell’orizzonte dell’intrattenimento globale.
Lo spettacolo, interpretato da Michele Crestacci e scritto insieme ad Alessandro Brucioni, si muove in equilibrio tra registro comico e tragico, offrendo una riflessione sulla condizione umana nel rapporto con il proprio tempo e contesto sociale.
Il lavoro nasce da un processo di riscrittura che intreccia suggestioni tratte da Sull’Oceano di Edmondo De Amicis e Una cosa divertente che non farò mai più di David Foster Wallace, dando vita a un ritratto al tempo stesso ironico e amaro del mondo contemporaneo e del nostro recente passato.
Águas de Março si inserisce nel programma pubblico del progetto A tutti e agli altri benvenuti, che comprende mostre, incontri, sessioni di ascolto e residenze artistiche. Il progetto si ispira allo spirito della Costituzione Livornina di fine Cinquecento, riprendendone l’incipit come filo conduttore dell’intera programmazione 2026/2027.
Nel solco delle Leggi Livornine del 1591, l’iniziativa immagina una città fondata su pluralità, accoglienza e sviluppo, reinterpretati attraverso linguaggi espressivi contemporanei. Un percorso che trova spazio all’interno di un distretto culturale in continua evoluzione: quello dei Magazzini Generali di Livorno.
FONTE: COMUNE DI LIVORNO

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