L’economia della costa resiste, ma una azienda su quattro chiude in rosso

Un tessuto produttivo che regge, ma attraversato da crescenti squilibri interni. È questo il quadro che emerge dall’analisi dei bilanci 2024 delle società di capitali delle province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa, elaborata dall’Istituto di Studi e Ricerche (ISR) insieme alla Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest su un campione di oltre 16mila imprese attive.
Nel complesso, il sistema economico dell’area mostra una sostanziale tenuta dei fatturati aggregati (+1%) e un’elevata patrimonializzazione media (43,6%).
Tuttavia, a fronte di questi indicatori positivi, emerge quello che gli analisti definiscono un “paradosso della redditività”: l’erosione dei margini e l’aumento del costo del lavoro stanno spingendo sempre più aziende in area negativa.
La quota di imprese in perdita sale infatti dal 24% del 2023 al 26% del 2024.
«I bilanci 2024 ci consegnano una fotografia delle diverse velocità a cui viaggiano i nostri territori e i nostri settori», sottolinea il presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest, Valter Tamburini. «L’elevata capitalizzazione dimostra la solidità delle imprese, ma il fatto che più di un’azienda su quattro chiuda in rosso è un campanello d’allarme. Alcuni settori corrono, altri soffrono. Il nostro impegno è intervenire con bandi e formazione per sostenere innovazione e produttività».
Lucca: la locomotiva industriale, ma crescono le disuguaglianze
La provincia di Lucca si conferma il principale motore economico dell’area, generando il 48% del valore della produzione complessiva. Nel 2024 il fatturato cresce del 2% e l’utile netto si attesta al 7,2% dei ricavi.
A sostenere la performance è anche un attento controllo del costo del lavoro, che incide per il 13,6% sui ricavi, sotto la media territoriale. Tuttavia aumenta la polarizzazione: le imprese in perdita salgono dal 22% al 24%.
A trainare l’economia lucchese è soprattutto la cantieristica nautica, che registra un +16% di fatturato, oltre 22 milioni medi per azienda e un ROI record del 18,2%.
Ottime performance anche per la carta e cartotecnica, che pur registrando un calo dei ricavi (-8%) mantiene un’alta redditività (utile al 10,4%) e una forte solidità patrimoniale (61,6%).
Positiva anche la metalmeccanica, che pur in lieve flessione dei ricavi (-2%) difende i margini con un utile del 12,7% e aumenta gli investimenti del 9%. In difficoltà invece le costruzioni (-10%), penalizzate dalla fine degli incentivi.
Massa-Carrara: crescita e redditività ai vertici
L’economia apuana rappresenta la sorpresa positiva del 2024. Pur pesando solo per il 14% della produzione dell’area, Massa-Carrara registra la crescita di fatturato più elevata (+8%), il ROI più alto (6,7%) e una forte autonomia finanziaria (49,7% di capitale proprio sugli impieghi).
A trainare il sistema sono i servizi di mercato, con un +8% di ricavi e un’utile che arriva al 21,7% del fatturato. Molto positivi anche i risultati della filiera del lapideo: l’estrazione cresce del 17% con redditività record (ROI al 10% e utile al 15,8%), mentre la lavorazione mantiene margini solidi (utile al 12,4%) e un’elevata patrimonializzazione.
Buone performance anche per metalmeccanica e nautica, quest’ultima con un ROI che raggiunge il 20,9%, tra i più alti in assoluto. In leggera crescita la quota di imprese in perdita, che sale al 27%.
Pisa: export in difficoltà e sistema moda in crisi
La provincia di Pisa, che rappresenta il 37% della produzione dell’area, soffre maggiormente il rallentamento dell’export. I ricavi complessivi scendono del 2% e il ROI si ferma al 4,9%. Cresce inoltre la quota di imprese in perdita, dal 24% al 26%.
Nonostante le difficoltà, il sistema produttivo pisano mostra una forte vocazione all’innovazione, con il 10,9% degli investimenti in beni immateriali, e nel 2024 ha aumentato gli investimenti strutturali del 13%.
Il quadro industriale è però molto disomogeneo: la chimica-farmaceutica vola con un +19% di fatturato e un utile all’11,7%, mentre il sistema moda entra in forte crisi. Il comparto pelli e cuoio arretra del 7%, mentre il calzaturiero crolla del 22% con margini quasi azzerati.
In difficoltà anche i mezzi di trasporto (-12%) e, in particolare, l’agricoltura, che chiude con perdite pari al 18,1% e un costo del lavoro ormai superiore al valore aggiunto prodotto.
Un sistema resiliente ma a due velocità
Il quadro complessivo della Toscana Nord-Ovest conferma dunque una resilienza di fondo del sistema produttivo, ma anche una crescente polarizzazione tra settori in forte crescita e comparti strutturalmente in difficoltà.
La tenuta dei bilanci convive con segnali di fragilità sempre più evidenti, in un’economia che procede a velocità differenti tra territori e filiere produttive.
FONTE: UFFICIO STAMPA CAMERA DI COMMERCIO TOSCANA NORD OVEST

Lascia un commento