La stagione dell’innovazione delle vetrate artistiche e il boom degli stabilimenti cinematografici di Pisorno

Sabato 11 aprile alla Pinacoteca Comunale “Carlo Servolini” di Collesalvetti si apre la mostra dedicata all’artista livornese.
Evento a cura di Francesca Cagianelli e Marco Sisi in collaborazione con Massimo Sanacore e col patrocinio della Diocesi di Livorno.
Athos Rogero Natali è stato un valente decoratore e scenografo livornese, molto attivo nella realizzazione di vetrate artistiche e nel cinema, pure con qualche partecipazione come attore.
A lui, nel cinquantesimo anniversario dalla scomparsa, è dedicata la mostra che aprirà i battenti sabato 11 aprile (ore 17) presso la Pinacoteca Comunale “Carlo Servolini” di Collesalvetti (Complesso di Villa Carmignani – via Garibaldi, 79) dove resterà visitabile sino al 4 giugno prossimo. Organizzata dal Comune colligiano, la mostra, che ha il patrocinio della Diocesi di Livorno, è stata realizzata a cura di Francesca Cagianelli e di Marco Sisi, videomaker indipendente, reporter e saggista, in collaborazione con Massimo Sanacore, ex direttore dell’Archivio di Stato di Livorno, Pisa e Massa, attuale Governatore della Congregazione Olandese-Alemanna di Livorno: «Si dischiude con questa inedita mostra – commentano gli organizzatori – una stagione nuovissima nell’ambito della storia dell’arte livornese e toscana del ‘900, coincidente con la formidabile riscoperta in anteprima assoluta di Athos Rogero Natali coinvolto dall’exploit delle arti decorative incalzanti con il decollo delle Biennali di Arti Decorative di Monza, e quindi, dall’esplosione del fenomeno degli Stabilimenti Pisorno, che tra il 1934 e il 1969, grazie all’impegno dell’architetto Antonio Valente e del drammaturgo Giovacchino Forzano, erano destinati a imporsi quale avamposto della moderna industria cinematografica».

La mostra ripercorre la carriera dell’artista livornese (per l’anagrafe Athos Radamés Arduini Natali), fratello maggiore del famoso pittore Renato Natali, nella sua multiforme attività che è stato possibile ricostruire grazie all’Archivio degli eredi con particolare riguardo alla sua produzione di vetrate policrome, analizzata, in particolare, da Massimo Sanacore, mentre Marco Sisi ha compiuto un’accurata disamina del suo rapporto col cinema centrando l’attenzione con i suoi lavori di scenografia eseguiti presso gli Stabilimenti di Pisorno a Tirrenia:
«Quello con gli studi cinematografici di Tirrenia – scrive Marco Sisi – è stato un rapporto professionale che durò circa quattro anni, realizzando fra il 1935 e il 1939 come scenografo o arredatore una sequenza di film che dovrebbe ammontare complessivamente ad almeno ventidue, su trenta prodotti a Tirrenia in quel periodo, ma è difficile stabilirlo con esattezza a causa dell’estrema frammentarietà delle informazioni disponibili a quasi novant’anni di distanza: in molti casi nei titoli di testa il suo nome non compare, anche se in un suo curriculum pubblicato sull’edizione 1939 dell’Annuario del Cinema vengono citate tutte queste produzioni».
Tra i film girati a Tirrenia con le scenografie di Athos Rogero Natali, talora lavorando insieme a Nino Maccarones e Virgilio Marchi, si possono ricordare “Der Kaiser von Kalifornien” (1936) diretto e interpretato da Luis Trenker, “L’aria del continente” (1935) e “Amazzoni bianche” (1936), entrambi diretti da Gennaro Righelli oppure “Tredici uomini e un cannone” (1936) per la regia di Giovacchino Forzano.
Sempre in ambito cinematografico lo troviamo anche in veste di attore con piccoli ruoli da comparsa o generico e riuscendo a ricoprire un ruolo abbastanza rilevante nel film neorealista “Senza pietà” diretto nel 1947 da Alberto Lattuada e girato a Livorno e dintorni: «Lo troviamo prosegue Marco Sisi – nel ruolo del signor Antonio, portiere dell’albergo di Marina di Pisa usato come base dalla banda di contrabbandieri, che diventa amico e confidente delle ragazze coinvolte nei traffici. Purtroppo doppiato, come tutti gli attori non professionisti, Natali compare in tre scene, due delle quali girate all’interno dell’hotel e la terza sulla spiaggia di Tirrenia».
In mostra possiamo inoltre ammirare un’ampia testimonianza della ponderosa carriera di Natali come ideatore di vetrate, in particolare per la ditta Felice Quentin di Firenze: «L’esordio di Athos Rogero Natali nel vetratismo – spiega Massimo Sanacore – avvenne nel primo dopoguerra, quando sulla facciata della Chiesa di San Jacopo a Livorno l’artista realizzò una tessitura a piombo bifacciale e dai tersi colori: la “Stella Maris”, collocata fra due velieri, e la “Madonna benedicente il porto di Livorno”, in una lunetta di apprezzabili dimensioni collocata sulla facciata».
È poi del 1931 la realizzazione delle vetrate per la chiesa di San Giuseppe all’interno degli Spedali Riuniti progettati dall’architetto Ghino Venturi: «ll risultato – prosegue Sanacore – fu notevole, visto che le vetrate della facciata furono realizzate nelle forme romboidali previste da Venturi, ma intercalate da figure. Per abbellire la facciata superiore Venturi aveva progettato tre grandi e lunghi finestroni, che Natali caratterizzò con morbidi motivi geometrici a forma di rombo, che riprendevano il motivo del pavimento, mentre in quelle della controfacciata inserì nel finestrone centrale l’ovale della Colomba dello Spirito Santo e una serie di santi nei quattro finestroni laterali».
Nel periodo immediatamente postbellico l’attività di Natali venne quindi rivolta alla partecipazione nel ricupero del Palazzo delle Poste in via Cairoli, nel restauro del Palazzo Comunale e nelle finestre della Cappella dell’Accademia Navale.
Gli anni ’50 videro il trasferimento di Natali a Firenze lavorando per la prestigiosa ditta Quentin: «Al periodo fiorentino si deve la realizzazione della nuova vetrata policroma centrale della facciata della chiesa della Madonna, che Athos predispose fra le due laterali più piccole, realizzate dalla ditta Quentin nel 1929».

Fra gli altri suoi importanti lavori possiamo ricordare anche la vetrata di San Giovanni Gualberto presso il Santuario di Montenero e le vetrate per le chiese della Misericordia e della Purificazione.
Per la nuova abside della cattedrale ricostruita nel dopoguerra Natali disegnò nel 1963 i bozzetti per le vetrate recanti le immagini della Madonna di Montenero per il finestrone centrale e di Santa Giulia e San Francesco per i due finestroni laterali che però sono da considerare opere postume in quanto eseguite dopo la sua scomparsa avvenuta l’8 febbraio 1976: «Per concretizzare di quei bozzetti si dovette infatti aspettare il 1992, quando il parroco Ezio Morosi, raccolti i fondi dai fedeli e dalle signore del Rotary Club (per la vetrata centrale della Madonna), ne affidò la realizzazione alla ditta livornese “McIngtosh – Art Class”, così completando l’opera terrena di Athos».
Info: Orario di apertura tutti i giovedì, ore 15.30-18.30 e su prenotazione per piccoli gruppi.
INGRESSO GRATUITO
Visite guidate gratuite su prenotazione per piccoli gruppi
Tel. 0586 980227 e 980174 – 392 6025703

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