Magna di Guasticce: resta alta l’attenzione

Il caso Olsa riaccende i timori sul futuro dell’automotive

lo stabilimento Magna di Guasticce

Resta alta l’attenzione sul futuro dello stabilimento Magna Closures S.p.A. (divisione Motrol) di Guasticce, dopo l’accordo sottoscritto lo scorso 26 marzo in Regione Toscana tra azienda, istituzioni e organizzazioni sindacali.

L’intesa ha previsto il ricorso alla cassa integrazione straordinaria per crisi aziendale (CIGS), accompagnata da un piano di risanamento e da strumenti volontari per la gestione degli organici.

Un passaggio importante, ma che non basta a dissipare le preoccupazioni sulle reali prospettive del sito produttivo livornese.

La vertenza ha infatti assunto una rilevanza tale da portare all’apertura di un confronto istituzionale più ampio, con il coinvolgimento anche del Ministero, a testimonianza della complessità della fase industriale in atto.

In questo scenario si inserisce un elemento che alimenta ulteriori timori. Si tratta della vicenda di Olsa S.p.A., storica azienda del settore automotive specializzata nella produzione di fanali, con sedi in Piemonte e acquisita da Magna International nel 2018.

Anche nel caso Olsa, negli anni, sono stati utilizzati strumenti analoghi a quelli oggi previsti per Guasticce: dai contratti di solidarietà fino alle procedure di esodo volontario per la gestione delle eccedenze di personale. Tuttavia, nei giorni scorsi, l’azienda è stata ceduta al fondo inglese Mutares, attraverso un’operazione non annunciata né preventivata.

Un passaggio che, secondo i sindacati, conferma l’instabilità delle strategie industriali nel comparto automotive e che non può essere considerato un caso isolato.

Al contrario, rappresenta un segnale di come i grandi gruppi multinazionali siano sempre più orientati a logiche finanziarie, con ricadute dirette su stabilimenti e livelli occupazionali.

Nel comunicato il segretario regionale FIOM Livorno Massimo Braccini afferma:

“La crisi del settore automotive è ormai strutturale e richiede una risposta industriale nazionale organica – sottolinea Massimo Braccini, segretario generale FIOM Livorno –. Non bastano interventi caso per caso: serve una visione complessiva da parte del Governo, in grado di garantire continuità produttiva e tutela occupazionale lungo tutta la filiera”.

Una richiesta chiara che arriva dal territorio e che riporta al centro del dibattito la necessità di una strategia industriale capace di affrontare una trasformazione profonda, che coinvolge non solo le singole aziende, ma l’intero sistema produttivo.

FONTE: COMUNICATO STAMPA FIOM-CGIL LIVORNO

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