Evento della compagnia teatrale, venerdì 17 aprile dalle ore 17:00 Circolo ARCI L. Norfini Via di Salviano 51

Luana D’Orazio, Salvatore Parlato, Satnam Singh. Tre nomi, tre vite, ma non sono i soli. Come loro molte altre persone hanno avuto un destino fatale in comune: la morte sul posto di lavoro.
Se il lavoro è quel diritto per cui tutto il tessuto civile si è battuto da fine ottocento, oggi quello che manca non è solo questo, manca anche ciò che deve sostenerlo, proteggerlo e mantenerlo:
LA SICUREZZA.
L’ordinamento giuridico è l’attuazione più vicina al senso di un’idea più grande, come quella della Giustizia, ma che fare quando, oltre ad avere limiti nella salute e nell’istruzione, un sistema politico è omertoso nei confronti di padri, madri, giovani, operatori esperti, e lavoratori dei settori di appartenenza, rendendosi complice di un silenzio che dovrebbe essere un URLO per dire:
“BASTA ! Non si può morire per lavorare”
Dalle parole dell’attrice Manola Bichisecchi, – <abbiamo ancora la forza di farlo e dobbiamo farlo> – è in partenza un progetto di sensibilizzazione civile sulle morti sul lavoro, che avrà un primo appuntamento venerdì 17 aprile, al Circolo ARCI L. Norfini di Via di Salviano 51 Livorno, dalle ore 17:00 fino alle 20:00.
La compagnia “LA MEGLIO GIOVENTÙ” userà la lettura teatrale interpretata, per portare alle orecchie, menti e cuori della gente, testimonianze vere composte da lettere, poesie e testi che raccontano le storie di persone che hanno perso la vita sul lavoro.
La necessità è duplice, non solo una profonda denuncia della nostra società orientata fortemente al profitto, ma anche un richiamo a tutte le istituzioni affinché SICUREZZA e DIGNITÀ siano sorelle ineludibili del LAVORO.

Di seguito la scaletta dell’evento volto anche a chiedere alle pubbliche autorità una lapide in memoria dei morti sul lavoro:
INTRODUZIONE
col brano di Paolo Jannacci e Stefano Massini “L’Uomo nel lampo” del 2024 e lettura iniziale a cura di Caterina Apa
LETTURA TEATRALE di Manlio Detti
(Quarantatre)
in ricordo della tragedia della miniera di Ribolla del 1954 a Roccastrada (GR) che uccise 43 persone;
READING POETICO di Luciano Granelli
(Ancora una volta – A quante cose)
con poesie di Giancarlo Mazzoni
LETTURA TEATRALE
(Germano e il Veterano) di Rosa Tortora
per raccontare come neanche l’esperienza di lavoro non sia sufficiente di fronte alle scelte di “fare presto”.
LETTURA TEATRALE di Patrizia Sospirato
(Salvatore Parlato 64 anni morto sul lavoro)
in memoria di Salvatore Parlato, operaio morto alle acciaierie “Bertocci‟ nel 2025, deceduto dopo nove giorni senza che nessuno sapesse niente, né i Sindacati né i Comuni di Piombino e di Campiglia Marittima. E’ stata presentata un’interrogazione parlamentare sul perché si è taciuto riguardo al fatto.
LETTURA TEATRALE
(IL Vedovo) di Mauro Niccolai
E dopo la morte che succede a quelli che restano?
READINGI POETICO di Daniela Mannella
“Il Grembiule” di Alda Merini
LETTURA TEATRALE di Sofia Ferrucci
(Due pezzi di vita)
storia di Sofia, ex assistente sociale, che leggerà due brani. È stata vicina alla morte perché due uomini, uno che ha ucciso la moglie e l’altro che ha violentato la figlia, le hanno messo un coltello alla gola.
LETTURA TEATRALE di Patrizia Pagni e Mauro Niccolai
(Io l’ho conosciuto)
in memoria di Satnam Singh, immigrato indiano a cui è stato strappato un braccio dall’avvolgitore ed è morto dissanguato. Abitava a Livorno dai parenti proprietari di un ristorante indiano.
READING POETICO di Daniela D’Agata
(Sotto il cielo ignaro di Paolo Montella)
LETTURA TEATRALE di Carlo Piva
(Quando tornerò a casa stasera)
Il racconto di un lavoratore che immagina i momenti in cui rivedrà la famiglia quando tornerà a casa la sera ma stasera a casa non tornerà ……
LETTERA APERTA di Siriana Cacci
lettera indirizzata a chi governa per dire che le persone non vanno lasciate sole, ogni morte sul lavoro è una sconfitta e una cerimonia non basta.
CHIUSURA di Fiorenza Guarini
Lettura di un testo che rimarca il profondo abisso tra il lavoro che sostiene la vita e quello che la distrugge: il simbolo è una sedia lasciata vuota sul palco, una sedia che non si riempirà mai, a casa, in ufficio, nonostante gli anni, i passi lenti.
E poi due minuti di silenzio, uno per chi non torna più e l’altro per noi rimasti qui a chiederci cosa fare e come poter creare un domani migliore, sicuro. Nessun applauso richiesto.
Saranno presenti:
FEDERICO MIRABELLI – l’Assessore alle Politiche del Lavoro del Comune di Livorno;
PASQUALE SGRO’ ex Ispettore del Lavoro, autore del libro l’altro ispettore;
STEFANO DI BARTOLOMEO – AMNIL Livorno;
EMMA MARRAZZO, madre di LUANA D’ORAZIO, vittima sul lavoro.
Ingresso libero.

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