Il Comune diffonde i dati Suap: tra il 2022 e il 2025 si registra un saldo di +23 attività. Un segnale di tenuta che però, secondo Confcommercio, nasconde le difficoltà del commercio al dettaglio rispetto al boom di ristorazione e ricettività

Livorno, 21 marzo 2026 – Il dibattito sullo stato di salute del commercio cittadino si arricchisce di nuovi elementi. A pochi giorni dai dati nazionali sulla desertificazione commerciale, che vedono Livorno in una posizione critica in Toscana, il Sindaco Luca Salvetti ha reso note le statistiche ufficiali dello Sportello Unico per le Attività Produttive (Suap) per fotografare l’attuale tessuto imprenditoriale.
Il bilancio dell’amministrazione
Secondo i dati del Comune, tra il 2022 e il 2025 Livorno ha registrato un saldo positivo di 23 attività (passando da 8.841 a 8.864 unità). Per l’amministrazione, questo +23 indica una “sostanziale tenuta” a fronte della crisi che colpisce molti centri urbani. Salvetti ha sottolineato come le riqualificazioni e il blocco all’espansione della grande distribuzione siano stati determinanti per sostenere gli esercizi di vicinato e la somministrazione, definendo il mondo commerciale livornese come “vivo”.
L’analisi di Confcommercio
Sui numeri diffusi da Palazzo Civico è intervenuto il direttore generale di Confcommercio, Federico Pieragnoli. Pur accogliendo con favore il monitoraggio del Comune, l’associazione di categoria invita a una lettura più approfondita dei dati. Se il numero totale delle insegne tiene, a spingere la crescita sono soprattutto i settori legati all’ospitalità e alla somministrazione.
Resta invece critica la situazione del commercio al dettaglio tradizionale. “Dobbiamo essere realisti,” ha dichiarato Pieragnoli, evidenziando come il piccolo commercio necessiti di un supporto strutturale, possibilmente attraverso una legge nazionale, per bilanciare la vitalità di bar e B&B con la sofferenza dei negozi di vicinato.

Lascia un commento