“Canti nel Buio”:genesi del ‘Bungle Project’ di Andrea Tosi e Paolo Morelli

Il primo cortometraggio di un progetto cinematografico indipendente

L’atto artistico, nella sua indipendenza, critica e denuncia, è spesso stato alla base di animi incorruttibili, che nel loro silenzio hanno spinto gli altri al pensiero e riflessione di tutto ciò che ci circonda.

Il cinema indipendente è una di queste espressioni, si pensi ai primi documentaristi europei del ‘900 che, con filosofia pungente, suggerirono il problema del consumismo, l’allontanamento dell’uomo dalla natura e, oggi, con l’avanzare della tecnologia e la asfissiante presenza del materialismo, denunciano il deterioramento dei rapporti umani, costruiti sul rispetto, coerenza e amore per le cose.

Tecnologia e passione se unite portano a progetti moderni, nuove sinergie e prodotti autentici e veri

BUNGLE PROJECT – Produzioni cortometraggi e progetti audiovisivi” rappresenta un po’ questo, una scommessa sul futuro, per sguardi rinnovati che uniscono talenti del mondo teatrale e cinematografico per far nascere pellicole mai viste con coraggio e voglia di mettere un accento reale, contemporaneo, senza orpelli di troppo. Nato da due operatori culturali, Andrea Tosi e Paolo Morelli, ha da poco visto l’origine sul web con il primo cortometraggio “Canti nel buio”.

È un lavoro moderno, come i suoi temi, ma è il messaggio che ha un sapore antico, quasi arcaico e sempre attuale nelle sue allusioni, metafore metonimiche che disvelano i rapporti di un male presente, nascosto ma ancora oggi reale.

Non è solo una frase a risaltare alle orecchie –ioilgrembiulino e ilcappucciote liho fattiavere– ma tutto un contorno di etiche che, seppur solo nei tre personaggi, si intrecciano e toccano le esistenze di chiunque potenzialmente potremmo incontrare.

La narrazione visiva si alterna e danza con voci fuori campo, nel buio appunto, in pendant un timbro maschile e uno femminile, sono le vittime coscienziali e innocenti del tiranno, Stefano, che vuole, pretende, esige e comanda su chi vuole vivere libero.

Inoltre è notevole una simbologia che risuona dai nomi dei personaggi e dalle dinamiche: ‘Asmodeo’, egli è uno dei demoni, pervaso da rabbia e lussuria composto da parti di altri animali, forti nel loro immaginario mitologico.

Toro e ariete le energie terrene che, ovviamente, si contrappongono ad altri protagonisti del mondo faunistico: fringuelli, lucherini, verdoni e cardellini.

Essi volano, librandosi per natura, in un cielo fra uno spazio, ora assente, che collega il cielo alla terra.

Rappresentano gli spiriti liberi, le anime belle, innocenti che all’inizio di un incontro con il loro opposto, si chiedono dove sono e cosa possono fare … i volatili sobillano la nascosta emotività dei personaggi di Cristina e Fabio.

Forse Briciola e Solletico, che dovranno cantare per andare avanti, sono una risposta al silenzio, al buio e all’omertà dei molti atteggiamenti in questa società, affamata di silenzi davanti a verità.

Guardando agli occhi e alla penna degli autori, di seguito gli accenni biografici di Morelli e Tosi:

Paolo Morelli – Laureato in storia contemporanea presso ‘Università di Pisa’ con una tesi su “La Domenica del Corriere”, classe 1970, livornese di nascita ma bolognese d’adozione, proviene dal popol basso e se ne vanta. Avendo anche un bel diploma tecnico conseguito presso l’Istituto Tecnico Industriale di Livorno, nella sua vita ha potuto ricoprire incarichi con responsabilità talvolta crescenti e talaltra decrescenti in varie aziende e multinazionali.

Ma Morelli è anzitutto giornalista, scrittore, autore satirico e teatrale.

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti, ha pubblicato su “Il Tirreno”, “La Nazione”, “La Repubblica”, “Il Nuovo Male”, “Brazil Cartoon International” (Brasile), “Karcomics Magazine” (Turchia), “tOOns MaG” (Norvegia), “L’Antidiplomatico”, “#HashtagRadio1” (RadioRai1), “Arsenale K”, “Kotiomkin”, “Labbufala”, nonché, per quasi venti anni, su “Il Vernacoliere”.

Ha intervistato Paolo Virzì, Tinto Brass, Paolo Ruffini, Pupi Avati, Dario Ballantini, Claudio Fragasso, Paolo Migone, Dario Vergassola, Stefano Benni e molti altri artisti e personaggi dello stivale.

Nel 2000 ha ideato e prodotto “Freetheprimitive!”, progetto musicale da discoteca che, sotto l’egida del dj di fama internazionale Gigi D’Agostino, ha giganteggiato sul dancefloor europeo.

Nel 2006 ha collaborato con Ettore Borzacchini nel volume satirico-linguistico “Il quarto Borzacchini Universale”.

Dal 2009 al 2012 è stato addetto stampa di una azienda partecipata di Livorno: durante questa esperienza ha pubblicato, tra le tante testate, su “Il Sole 24 Ore”, “Il Messaggero”, “L’Unità” e ha collaborato con Rai3.

Come direttore responsabile e autore di testi e vignette ha fatto parte del team della testata satirica

“L’antitempo”, che nel 2013 ha ricevuto il Premio Internazionale di Satira Politica di Forte dei Marmi.

Inoltre dal 2013 al 2018 è stato membro della giuria del concorso letterario “La paura fa 90 (righe)”, abbinato alla kermesse nazionale “FiPiLi Horror Festival”, e, sempre per quest’ultima, ha curato le antologie di racconti “La paura fa 90 (righe) – Incubi e altre storie dell’orrore” e “La paura fa 90 (righe) – I demoni non muoiono mai”.

Nel 2014 ha pubblicato il libro satirico-umoristico “Noi cugi – Come eravamo a Livorno negli anni Ottanta”. Nel 2016 ha scritto e diretto “Noicugi”, ossia la trasposizione teatrale del libro “NoicugiCome eravamo a Livorno negli anni Ottanta”, che ha registrato il “tutto esaurito”.

Andrea Tosi – Fotografo professionista, videomaker di settore, e pilota di droni certificato ENAC.

Operatore esperto votato alla cura nel mondo delle arti visive, è occhio d’autore per settori aziendali e iniziative private per eventi, celebrazioni istituzionali e marketing di settore.

Nato nel 1970 Tosi ha prestato il suo occhio anche alla settima arte, così come a rivisitazioni teatrali nazionali. Si pensi alla sue ultime collaborazioni appena passate con l’ultimo figlio del Neorealismo in vita, Amasi Damiani del 1927.

La Commedia di Candido” (2024), “La Diva” (2024), “L’Alba a Mezzanotte” (2025) per il teatro, dalla penna di Stefano Massini, drammaturgo, scrittore e attuale direttore artistico del teatro Nazionale della Toscana.

Dal cinema, sempre per la regia di Damiani, “Quando il sole muore” (2023), “Emozioni” (2024) e “Oltre L’Amore” (2026).

Con gli anni approfondisce il linguaggio cinematografico, arricchendo il suo bagaglio con la conoscenza dell’espressione visiva, accanto alle potenzialità del Video Making, Video Editing, la correzione del colore, processi di sonorizzazione delle pellicole digitali e l’adattabilità di titoli e traduzioni ad hoc per prodotti audiovisivi, particolarmente richiesti per i processi di post-produzione.

Operatore culturale, è inoltre esperto di SMM – Social Media Management per la comunicazione attraverso reti social, altrimenti conosciute come social Network, Facebook, Instagram e YouTube.

Inoltre è ideatore e realizzatore di siti internet personalizzati. La sua missione è trasporre il racconto voluto con narrazioni, immagini e video per far nascere l’idea pura e artistica desiderata.

Ha all’attivo collaborazioni con intellettuali e artisti di realtà critico-letterarie.

Canti nel buio” ha la regia, il soggetto e la sceneggiatura di Paolo Morelli, le riprese e la post-produzione sono di Andrea Tosi, mentre insieme si sono occupati del montaggio.

Hanno interpretato gli attori Filippo Scarparo (Stefano Re), Eva Bolognesi (Cristina), Leonardo Demi (Fabio), con quest’ultimo che ha prestato la voce a Solletico, accanto all’attrice Margherita Locatelli che ha doppiato il personaggio di Cristina e interpretato il pathos per Briciola.

Gli effetti sonori curati da Morelli, sono alternati dai brani musicali di George Friedrich Handel – “Sarabande”- , Fryderyk Chopin Chopin – “PreludeNo4inEMinor,Op28Largo”- e Antonio Vivaldi – “The Four Seasons, Winter” – , tutti e tre da www.fiftysounds.com.

Di seguito tutti gli approfondimenti:

https://www.bungleproject.com/

https://www.paolomorelli.altervista.org

https://www.andreatosi.com

“Rappresentano gli spiriti liberi, le anime belle, innocenti che all’inizio di un incontro con il loro opposto, si chiedono dove sono e cosa possono fare … i volatili sobillano la nascosta emotività dei personaggi di Cristina e Fabio. Forse Briciola e Solletico, che dovranno cantare per andare avanti, sono una risposta al silenzio, al buio e all’omertà dei molti atteggiamenti in questa società, affamata di silenzi davanti a verità”

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