Arresti domiciliari per un 50enne: violava il divieto di avvicinamento alla ex

I Carabinieri, dopo ripetute violazioni e un malfunzionamento del braccialetto elettronico, hanno rafforzato le misure per garantire la sicurezza della donna

fonte immagine: Comando Provinciale Carabinieri di Livorno

A seguito di un’indagine condotta dalle Stazioni Carabinieri di Campo nell’Elba e Portoferraio, coordinate dall’Autorità Giudiziaria di Livorno, è stata eseguita un’ordinanza cautelare che dispone gli arresti domiciliari nei confronti di un 50enne residente all’Elba, già sottoposto al divieto di avvicinamento alla ex compagna con braccialetto elettronico, per presunti episodi di stalking.

L’attività investigativa è scaturita da una denuncia della vittima, che aveva segnalato ripetuti episodi di pedinamenti, ingiurie e vessazioni. Già a dicembre 2025, in esecuzione di un provvedimento del G.I.P. del Tribunale di Livorno, i Carabinieri avevano applicato all’uomo il divieto di avvicinamento, monitorato a distanza tramite braccialetto elettronico.

Tuttavia, successive verifiche hanno rilevato più violazioni degli obblighi imposti, fino a un episodio a metà febbraio: approfittando di un malfunzionamento del braccialetto, l’uomo si era avvicinato nuovamente alla donna, tentando anche di ottenere informazioni sui suoi spostamenti attraverso contatti telefonici con il figlio minore della coppia.

Considerata la gravità dei fatti e l’incapacità dell’indagato di rispettare le prescrizioni, l’Autorità Giudiziaria ha disposto l’aggravamento della misura cautelare, applicando gli arresti domiciliari, mantenendo il controllo elettronico. In questo modo si mira a prevenire ulteriori comportamenti persecutori e a garantire la sicurezza della persona offesa, consentendo un intervento immediato dei militari in caso di nuovi tentativi di contatto.

L’Arma dei Carabinieri, in collaborazione con i centri antiviolenza presenti sul territorio, rinnova l’invito a rivolgersi senza esitazione alle forze dell’ordine e alle strutture dedicate, anche solo per informazioni o supporto.

Si ricorda che, nel rispetto dei diritti delle persone indagate, l’uomo è da considerarsi presunto innocente fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile, essendo il procedimento ancora in fase di indagini preliminari.

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