Inquinamento in Toscana: situazione in miglioramento

Il rapporto “Mal’Aria di città 2026” evidenzia un trend positivo ma lontano dagli obiettivi europei

Toscana, 19 febbraio 2026 – Dati in miglioramento sul fronte dello smog: questo è quanto emerso dalle registrazioni delle centraline Arpat nelle città toscane nel 2025. Un segnale positivo dunque ma non abbastanza per gli obiettivi da raggiungere nei prossimi 4 anni.

Il rapporto “Mal’Aria di città 2026” di Legambiente Toscana ha fatto il punto della situazione per quanto riguarda la qualità dell’aria, incrociando i dati emersi con i limiti previsti dalla direttiva europea a partire dal 2030.

«Non possiamo che esser positivamente sorpresi dal trend in miglioramento della matrice aria nella nostra regione – dichiara Fausto Ferruzza, Presidente di Legambiente Toscana – anche se non è proprio il caso di esultare e abbassare la guardia. Vuoi perché c’è ancora molto da fare sul versante della mobilità sostenibile e dell’elettrificazione della climatizzazione domestica, vuoi perché i target imposti dalla Direttiva UE 2881 del 2024 sono lungi dall’essere raggiunti».

Applicando infatti ad oggi i limiti UE del 2030 alle 37 centraline Arpat analizzate, 9 sarebbero fuorilegge per il PM10 (Firenze Lavagnini, Firenze Ponte alle Mosse, Pistoia Montale, Arezzo Repubblica, Grosseto Sonnino, Capannori, Lucca Micheletto, Santa Croce sull’Arno, Bagni di Lucca), 6 centraline per l’NO2 (Firenze Lavagnini, Firenze Ponte alle Mosse, Arezzo, Livorno Carducci, Grosseto Sonnino, Siena). Invece, delle 16 centraline che rilevano anche il PM 2.5, addirittura 12 (Firenze Bassi, Firenze Lavagnini, Prato Roma, Prato Ferrucci, Montale, Arezzo, Massa Marina Vecchia, Viareggio, Capannori, Pisa Passi, Pisa Borghetto, Poggibonsi) – corrispondenti al 75% – non sarebbero a norma.

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