L’inaugurazione è in programma venerdì 13 febbraio alle ore 18.00

Una nuova esposizione anima gli spazi della libreria Mondadori di Via Grande, pronta ad accogliere per i prossimi mesi le opere di Valerio Michelucci.
L’artista livornese firma una mostra originale dal titolo Santi, Poeti, Navigatori e Farabutti, curata da Elena Zamperini.
L’inaugurazione è in programma venerdì 13 febbraio alle ore 18.
Un momento aperto al pubblico che offrirà l’occasione di incontrare l’artista, protagonista di una conversazione con la curatrice Elena Zamperini e con Veronica Carpita, storica dell’arte. Un dialogo che accompagnerà i visitatori alla scoperta del percorso espositivo e delle suggestioni che lo attraversano.
La mostra si presenta come un itinerario materico e creativo, costruito attraverso ricomposizioni di carte geografiche che diventano il corpo centrale di opere grafiche e pittoriche appartenenti al più recente ciclo di Michelucci.
Le sue mappe, libere e sconfinanti, si popolano di figure, icone e ritratti, trasformando la cartografia in narrazione visiva. A completare l’esperienza, una guida stampata che accompagna l’osservatore con spunti letterari, narrativi e poetici, ampliando il dialogo tra immagine e parola.
Nato a Livorno nel 1972, Valerio Michelucci è scrittore e artista visivo. La sua ricerca creativa prende avvio in giovanissima età tra teatro e scrittura, per poi affiancarsi a una produzione pittorica e grafica su carta e tessuto.
Già nel 2001 partecipa alla mostra collettiva 25+8 caratteri ai Bottini dell’Olio di Livorno. Nel tempo il suo percorso si è arricchito di nuove sperimentazioni, dalla scultura all’interior design, fino all’assemblaggio, con esperienze di scenografia e installazioni pubbliche realizzate insieme all’artista e amico Stefano Pilato.
Autore di rubriche settimanali e raccolte di racconti pubblicate da Belforte Cultura ed Edizioni della Sera, Michelucci continua oggi a portare avanti la propria ricerca artistica e letteraria nella sua città, Livorno, dove vive e lavora.
Una mostra che conferma la vitalità di un percorso espressivo capace di intrecciare linguaggi, territori e visioni.

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